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Fiorentina, Pongracic: "Volevo rimanere in Italia dopo il Lecce, non ho avuto dubbi"

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di Dimitri Conti
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13.55 - Alle ore 14, direttamente dalla sala conferenze del Viola Park, si tiene la presentazione di Marin Pongracic come nuovo giocatore della Fiorentina.

14.01 - Inizia la conferenza stampa.

Esordisce Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina: "Presentiamo Marin Pongracic, che sostituisce un ragazzo eccezionale come Milenkovic che voglio ancora ringraziare. Pure nell'ultima telefonata con Commisso ha avuto parole d'affetto e amicizia nei nostri confronti. Ha dato tanto, passiamo a un altro ragazzo eccezionale, lo vedrete anche voi. È qui anche grazie alla serietà e la collaborazione del Lecce per portare a termine l'operazione, molto importante per noi, in tempi rapidi".

Comincia la conferenza di Pongracic: come è andata con il Rennes?
"Dopo la stagione a Lecce il mio obiettivo era rimanere in Italia. Si erano interessati prima in Francia ma quando ho saputo che a Firenze mi volevano concretamente, non ho avuto dubbi".

Qual è il suo obiettivo?
"Voglio dimostrare e dare il meglio, fare bene per le mie caratteristiche. Poi ci sono gli obiettivi di squadra, vogliamo giocare un grande calcio e vincere tutte le partite possibili. Voglio migliorare e giocare ad alto livello, la Fiorentina è il giusto posto".

Cosa vi siete detti con Palladino? Qualche scommessa?
"Niente scommesse, mi ha spiegato la sua idea e come mi vede, in quale ruolo. Il rapporto è buono".

Pensa di poter aiutare anche con i gol segnati?
"Il mio rapporto con il gol negli scorsi anni non è stato perfetto e non sono stato molto pericoloso. Però ci sono occasioni per avere una maggiore parte offensiva con il sistema che usiamo qui alla Fiorentina. Posso dare una mano, non so se segnando con i piedi come ieri... Tra dodici giorni c'è la Serie A ed è un altro livello. Magari un assist... Anche con quello sarei contento come segnando un gol".

Che rapporto ha con gli infortuni? Pesa il costo del trasferimento?
"Per me è stato importante diventare più maturo e lo sono stato nei due anni a Lecce. Il primo sono stato infortunato, nel secondo ho giocato quasi tutte le partite e l'ho fatto bene. Negli anni migliori come professionista, l'esperienza è la cosa più importante per un difensore. Sono sulla giusta strada. E no, il prezzo non mi dà pressione. Anzi è una cosa bella, si vede che la Fiorentina mi voleva davvero ed è stata pronta a pagare quel prezzo alto. Più che pressione mi dà fiducia, ma come sempre sono responsabile. Per me se pagano 5 o 15 non è importante, voglio dare il meglio e vediamo".

Cosa le chiede di diverso Palladino?
"Intanto è la prima volta che gioco a tre dietro. A Lecce eravamo quattro, con due difensori centrali. E poi sono qui da due settimane e mezzo: ancora non abbiamo parlato tantissimo di questo, c'è da vedere cosa si può migliorare nelle partite. Ma qualche differenza c'è, anche con la palla hai maggiore tranquillità. Ci sono delle idee nuove che non avevo incontrato nella mia carriera, ma sono flessibile".

Qualcosa che l'aveva colpita della Fiorentina, da avversario? Cosa vede di diverso rispetto allo scorso anno?
"La Fiorentina ha sempre giocatori di qualità, quando ci abbiamo giocato contro sapevamo sempre che sarebbe stata difficile. Nella prima partita dello scorso anno abbiamo avuto problemi nel primo tempo, mentre nel ritorno in casa abbiamo giocato bene. Io guardo sempre più ai difensori che agli attaccanti, è la mia posizione... Dico in generale, ovvio che devo guardare alle punte quando gioco. E dietro ma anche davanti, con Gonzalez e Beltran, hanno sempre avuto qualità. Io qui lo scorso anno non c'ero e sugli allenamenti non posso dire tanto: qualche cambio di giocatori c'è stato, penso che Palladino abbia idee diverse da Italiano. Però siamo ancora in ritiro, iniziamo e si vedrà a che livello siamo".

Ha iniziato sin dal principio giocando a calcio?
"Sì, sono nato e cresciuto in Germania. E lì ci sono altri sport... Per me c'è stato sempre il calcio, ho iniziato a 6 anni e fino a oggi è sempre stata la mia passione".

Quali errori non volete veder riproposti?
"Non siamo contenti dei gol che abbiamo subito. Da difensore posso dire che non voglio mai prenderne e invece in quasi ogni partita ne abbiamo preso almeno uno. Il mister ci ha chiesto di creare una mentalità per vincere le partite, anche quando non sei al top ma magari sei davanti. E poi piccole cose, come le comunicazioni in difesa. A questo livello i dettagli contano e fanno la differenza".

14.17 - Termina la conferenza.

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