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Mirabelli: "Spero che questa annata di mer*a serva per un grande rilancio del Padova"

di Claudia Marrone
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Un fiume in piena il Ds del Padova Massimiliano Mirabelli, che, senza mezzi termini, ha quest'oggi parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole, riprese da trivenetogoal.it: "Da quando è arrivato Torrente l’equilibrio si era un po’ ritrovato, poi ci siamo complicati la vita da soli, con l’aggravante che in settimana non c’erano stati segnali di allarme: devono finire le chiacchiere, deve finire il piangersi addosso, perché non siamo abituati a lottare per certe posizioni. Ma è difficile dopo una prestazione come quella di domenica far capire ai tifosi che ci serve compattezza, che il nostro stadio non può diventare un nostro nemico altrimenti sono dolori e passeremo un finale di stagione complicato. Il problema? Abbiamo fatto di tutto, sono passate 26 partite e cosa ci ha detto il campionato? Che non abbiamo equilibrio, che contro le squadre che non sembrano importanti ci sfaldiamo. Faccio fatica a dire qualcosa ai tifosi, alla squadra il tifo non ha mai fatto mancare nulla, si fatica a trovare giustificazioni. C’è da provare vergogna. Non siamo il Real Madrid, si possono anche perdere le partite, ma non si può perdere così. Si pensa troppo all'”io” e non al “noi”. E quando ti ritrovi lì sotto i valori scompaiono. Guardate la Triestina, può essere una squadra da ultimo posto? Quando si pensa esclusivamente a se stessi, nascono i problemi. C’è mancanza di personalità, la nostra squadra deve lavorare come gruppo, bisogna mettersi a disposizione dei compagni. A volte manca la “fame” di fare risultato. Il 90% delle colpe me le prendo io. Sapevamo che sarebbe stata un’annata un po’ particolare, ma non fino a questo punto. Quando sono arrivato qui la situazione era ben diversa, ho accettato di fare due passi indietro con la prospettiva di poter rilanciare questo club nei prossimi anni. A luglio la situazione era più tragica di quello che potete pensare".

Il discorso torna poi alla squadra: "Non abbiamo leader all’interno della squadra, dobbiamo puntare sul gruppo. Il primo obiettivo è la salvezza. Monaco? Non era autorizzato a fare certe interviste o uscite, potrei pensare che si cerchi di creare ulteriore danno e potremmo multarlo ma non voglio perdere tempo su questo argomento. Sapeva che la lista era piena, sapeva che non avrebbe avuto possibilità. Bortolussi è uno dei migliori attaccanti di questa categoria, abbiamo messo un pezzo importante per il futuro. Il regista? Avevamo due nomi che sono quelli che sono usciti. Torrente aveva chiesto determinate caratteristiche, nessuno di quei due è stato possibile prenderlo, gli altri che ci hanno proposto non avevano la struttura che chiedevo l’allenatore".

Conclude: "Oughourlian? Lo sento e quando ho bisogno vado io da lui, verrà la settimana prossima. La speranza è che questa annata di merda possa servire a qualcosa per un grande rilancio del Padova. La domanda che mi faccio io, se non ci fosse un rilancio, è chi me l’ha fatto fare. Sarebbe una beffa se non si potesse proseguire”.

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