Pioli e il momento sbagliato

di Dimitri Conti
Foto Articolo

"Comunicherò tutto a fine campionato (...) La mia scelta l’ho già presa, non sarà l’opzione di rinnovo a scegliere il mio futuro". Così, in maniera lapidaria, Stefano Pioli è uscito allo scoperto nell'immediato post-partita di Fiorentina-Lazio, creando di fatto un caso - visto anche il successivo rinforzo calato in sala stampa - sul suo futuro. A Firenze, nell'ultima settimana, praticamente non si è parlato d'altro. E la sentenza che è emersa dalle varie indiscrezioni sembra propendere verso un'unica direzione: addio a giugno. Con una lista infinita di possibili successori: dai sogni, come Sarri e Spalletti, alle suggestioni come Di Francesco, tecnico che però ora vuole legarsi ad un progetto vero, a seguito del bluff romano arrivato l'anno dopo una semifinale di Champions. In mezzo una miriade di nomi probabilmente più su misura attuale della Viola, quali De Zerbi, D'Aversa, Nesta e Maran. Senza scordarsi dell'eterno accostato Giampaolo. Insomma, chi più ne ha più ne metta, con la conseguenza che in molti sembrano essersi già dimenticati che sulla panchina della Fiorentina siede ancora Pioli. E che in teoria la squadra è ancora autorizzata a credere all'Europa, non tanto dalla Serie A (sembra troppo ormai il distacco dal settimo posto), quanto dalla Coppa Italia, per quanto possa essere complicato pensare di andare a vincere a Bergamo di questi tempi. Il fatto è che forse le dichiarazioni del tecnico, che hanno poi scatenato tutta la reazione descritta sopra, sono arrivate con un tempismo tutt'altro che eccellente valutando gli obiettivi ancora in bilico. E da qui a fine aprile, quando si disputeranno le semifinali di ritorno, c'è ancora più di un mese nel quale questo ambaradan difficilmente accennerà a diminuire.


Altre notizie
Venerdì 24 Maggio 2019