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L'ennesimo attacco (senza replica) di Mino Raiola al Milan e i 4 casi da risolvere in estate

di Raimondo De Magistris
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Mino Raiola condizionerà in maniera importante, decisivo, il prossimo mercato del Milan. Ha in pugno mezza squadra rossonera, parte dei gioielli più preziosi, e non ha certo un buon rapporto con una proprietà che a più riprese ha dichiarato di non considerare da Milan. "Il mio consiglio ad Elliott è quello di trovare al più presto un nuovo proprietario perché il Milan ha sempre fatto bene con un proprietario che avesse le stesse ambizioni del club. Non so se Elliott ha questa ambizione", disse lo scorso 25 gennaio. Ed è lo stesso consiglio che, in fondo, Raiola ha dato all'attuale proprietà giovedì sera. Dopo la gara di Coppa Italia.

Prepararsi il terreno - "Aspetto ancora le scuse dei tifosi del Milan", ha detto due sere fa. Il riferimento è agli insulti ricevuti nel 2017 nel corso della trattativa per il rinnovo del contratto di Gianluigi Donnarumma. Rinnovo al quale Raiola era contrario, che venne definito solo per la volontà del giocatore di restare al Milan. In quella occasione, Raiola gettò più volte ombre sulla proprietà di Yonghong Li, parole non troppo dissimili da quelle attuali rivolte a Elliott. "Il mio mestiere è semplice, devo fare il bene dei miei assistiti", ha poi aggiunto. E il bene per Donnarumma o Romagnoli, in questo momento, non è per Raiola quello di restare in un Milan non più al vertice del calcio italiano e nemmeno in zona Champions.

Quattro casi, tutti diversi - Al momento, sono quattro gli assistiti di Mino Raiola che militano nel Milan. E si tratta in tutti i casi di giocatori che saranno al centro della prossima finestra di calciomercato. Giacomo Bonaventura ha un contratto in scadenza a giugno, resterebbe volentieri ma al momento - nonostante le rassicurazioni arrivate la scorsa estate - da Casa Milan non è arrivata alcuna proposta di rinnovo. Bonaventura è ancora disposto ad aspettare, ma non all'infinito.
Discorso diverso per Zlatan Ibrahimovic, altro giocatore a scadenza che lo scorso dicembre ha firmato un contratto di sei soli mesi. E' arrivato al Milan e ha subito dato la svolta alla squadra rossonera: a 38 anni è ancora giocatore in grado di fare la differenza e, per questo motivo, in estate avrà mani libere. Sarà lui a scegliere se andare avanti o smettere, se dare ancora il suo contributo alla causa rossonera o cambiare vita.
Solo apparentemente più serena la situazione del capitano Alessio Romagnoli. Non sta attraversando la sua migliore stagione e l'essere il leader di una delle difese più vulnerabili della Serie A non ha certo agevolato il suo percorso di crescita. Per ora, il futuro di Romagnoli non è argomento di discussione ma a fine stagione anche lui dovrà fare un bilancio su ciò che è stato e su quello che sarà. Anche perché gli ultimi due anni l'hanno fatto scivolare indietro nelle gerarchie del ct Mancini.
Più delicata la situazione di Gianluigi Donnarumma: ha un contratto in scadenza nel 2021 e - dipendesse da Raiola - non ci sarebbero grossi dubbi sul fatto che in estate dovrà cambiare aria, agevolato anche da un contratto in scadenza 12 mesi dopo. Un po' la stessa idea del 2017, quando però ad avere la meglio fu la volontà di Gigio di rinnovare col Milan. Sarà così anche questa volta?

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