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Inter, Candreva: "Amo il 3-5-2. Dico grazie alla Lazio. Conte? Numero uno"

di Alessandro Rimi
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Gira la ruota e oggi c'è Antonio Candreva. L'ala interista risponde live, sui social ufficiali dell'Inter, alle curiosità dei tifosi nerazzurri.

Ciao Antonio, che momento è questo per te?
“Io sto bene, ma è un momento brutto per tutto il mondo. Ci auguriamo passi in fretta, consapevoli che la situazione resta grave e, perciò, dobbiamo continuare a rispettare le regole come fatto fino ad ora”

Quanto è importante trascorrere il tempo con la famiglia?
“Tanto, facciamo un lavoro di cui non possiamo lamentarci e, per questo, stare sempre in casa con la famiglia non capita quasi mai. Vivere la quotidianità così diretta e veder crescere ogni giorno mio figlio non era mai capitato prima e fa piacere. Mio padre è a Roma e non posso vederlo. Non ne ho mai parlato molto perché non amo fare pubblicità. È malato da un anno a causa di un brutto male, ma sta lottando e gli sono vicino. Lo abbraccio a distanza”

Che cambiamenti ti aspetti una volta sconfitto il virus?
“Farà bene a tutti noi, ci godremo appieno le piccole cose, come le passeggiate o anche quei pochi minuti passati con i cari. Ci servirà da lezione per il futuro”

I video tutorial con Allegra vanno forte...
“Siamo iperattivi, non certo da film e divano. Ci piace molto allenarci in casa. Lei è super sportiva, durante l’anno si allena con il sorriso e adesso con me ha trovato pure una spalla. Ha anche un bel piede, perciò spesso palleggiamo”

Cosa fate per il resto?
“Facciamo fare tante cose a nostro figlio Raoul, le giornate sono lunghe perciò sfruttiamo il balcone. Amazon ci sta aiutando parecchio, lì abbiamo comprato alcuni giocattoli per nostro figlio”

Biraghi chiede se taglierai i capelli appena tornerà la normalità...
“Il mister mi massacra davanti a tutti per il mio taglio attuale. Lo prendo in considerazione, visto che l’estate si avvicina”

E la scelta di toglierti la barba?
“L’idea partì la scorsa estate: mi resi conto che non la toglievo da un anno e Allegra era d’accordo. Perciò la tagliai. Se non è d’accordo lei a casa poi chi entra?”

Il gol più bello mai fatto?
“Bello è diverso da significativo. Penso al primo gol di tre anni e mezzo fa nel derby. Il primo con la maglia nerazzurra e sotto la curva, al di là del pari finale. Lo ricordo con amore”

Prima partita in carriera?
“Penso con la Ternana ad Empoli, ancora minorenne. Il nostro mister allenava occasionalmente in Prima Squadra e perciò decise di regalarmi l’esordio con i grandi”

Ti manca il calcio?
“Tantissimo, gli allenamenti e lo scherzo con i compagni, la domenica, lo stadio e i tifosi, la partita e le emozioni uniche che sa regalare”

Il tuo calciatore preferito?
“Non ho mai avuto un idolo. Sempre apprezzato i numeri dieci, l’eleganza e la forza di un giocatore”

La tua più grande emozione con l’Inter?
“Ce ne sono state tante e spero di averne ancora altre. Magari quella di alzare un trofeo ed esserne partecipe in questo ultimo anno e mezzo che mi rimane in nerazzurro. Lo stadio pieno ci aiuta e regala emozioni che non si possono raccontare. Il gol della prima giornata di campionato contro il Lecce è stato una liberazione, dopo un anno di sofferenza e di dolore”

Hai dei riti prima del calcio d’inizio?
“No, di nessun tipo perché non sono superstizioso. Magari, prima di scendere in campo, allaccio prima la scarpa sinistra”

Cosa apprezzi di più quando si va in campo?
“Vincere, convincendo e giocando bene. Sentire il canto del pubblico che ti spinge poi ad allenarti meglio nella settimana successiva”

Perché indossi il numero 87
“È la mia data di nascita che ho sempre portato con me. Lo avevo già scelto alla Lazio”

Cosa ti aspetti dal futuro?
“Ho entusiasmo e voglia di giocare ancora e mettermi in discussione. Finché l’avrò, mi aspetto sempre tanto”

La tua canzone preferita?
“Ragazzo Fortunato di Jovanotti”

Cosa ti ha detto Conte quando arrivò?
“Non molto. Il mister mi conosce, ha saputo dirmi con i fatti e con lo sguardo ciò che voleva da me. Conosce solo il lavoro e il sacrificio, oltre che l’umiltà. È stato il mister più importante che abbia mai avuto, già dai tempi della Nazionale. Il numero uno”

Piatto preferito?
“La buona, vecchia, amatriciana. Ma adesso ci comportiamo bene con il cibo, al massimo la domenica pizza e solo integrale”

Il periodo migliore della tua carriera?
“Per continuità e ruolo all’interno della squadra, dico alla Lazio. Feci un percorso determinante che mi diede la possibilità di approdare in un top club come l’Inter. Devo ringraziare i biancocelesti”

Il tuo compagno preferito?
“Brozovic è un gran simpaticone, col biondo sta bene e gli ho pure fatto i complimenti, ma in realtà siamo tutti molto uniti e sorridenti. Ci ammazziamo dal ridere in spogliatoio”

Ruolo preferito e in che modulo?
“Sono nato trequartista per la libertà di ruolo, poi una volta cresciuto devi anche rispettare delle regole. L’esterno mi ha dato la possibilità di dare continuità al mio percorso, il 3-5-2 mi piace tantissimo. Si attacca e si difende allo stesso modo”

Cosa provi nell’indossare la maglia dell’Inter?
“È bellissimo, rappresenti storia e campioni che riempiono d’orgoglio. Va rispettata e sempre onorata”

Dopo il gol contro il Dortmund cosa hai provato?
“Emozione forte perché era un bell’ambiente, una bella partita, era bello tutto. Peccato non aver dato continuità in Champions”

Ti vedi allenatore?
“Mi piacerebbe farlo, ma non saprei dire se sarò bravo. Quando verrà il momento, sarà tutto diverso. Devi capire tutti i giocatori. L’allenatore deve essere un po’ papà e un po’ psicologo. Non è facile”

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