Ipse dixit. Spalletti, l'ammissione di colpa e le sorprese inattese

di Simone Bernabei
Fonte: dall'inviato a San Siro
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“L’approccio sbagliato alla partita? Credo sia stata colpa mia, forse mi sono spiegato male con la squadra”. Parole e presa di coscienza firmata Luciano Spalletti nell’immediato post partita con l’Eintracht. I tedeschi, spinti da oltre 15mila tifosi, hanno portato la doppia sfida con l’Inter sui binari preferiti proprio nei primi minuti della gara di ritorno. Una traversa dopo 2 minuti, il gol vittoria dopo 5. E San Siro ammutolito, almeno la parte nerazzurra (quella tedesca si sentiva eccome). Un approccio molle e senza grinta da parte degli uomini di Spalletti che di fatto è costato l’eliminazione europea all’Inter e di cui il tecnico di Certaldo si è assunto il 100% delle colpe. Perché fatti alla mano, con un avvio di gara diverso, probabilmente adesso saremmo qua a parlare di altro. E Spalletti, da buon capitano di vascello, non ha abbandonato la sua ciurma. Anche se poi ha voluto pure dare qualche stoccata, ci mancherebbe: “Stasera credevo che la squadra fosse più matura per interpretare la gara nel modo giusto, per questo sono rimasto sorpreso dalle decisioni prese. Mi aspettavo più maturità dal punto di vista di squadra”. Nello specifico il tecnico interista ha voluto sottolineare come la sua squadra non abbia saputo ‘calarsi nella parte’, come i suoi giocatori abbiano ‘sbagliato alcune decisioni nei momenti chiave della partita’. Un modo per dare a Cesare quel che è di Cesare, dopo l’auto accusa sulle colpe iniziali. Perché alla fine della fiera, una negativa serata del genere, ha alle spalle molteplici fattori, colpe diverse e ugualmente distribuibili. Fra lo staff tecnico, ma pure fra i giocatori.


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