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Laurent Blanc, il difensore goleador che baciava la testa di Barthez. Un vincente anche da tecnico

di Alessio Del Lungo
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© foto di Imago/Image Sport

Vincere da giocatore non è bastato a Laurent Blanc, così ha dovuto farlo anche da allenatore. La sua lunga e straordinaria carriera parte dalla Francia, più precisamente da Montpellier, dove ben presto dimostra tutte le sue qualità e il suo talento, entrando nel cuore dei tifosi. Chiamarlo bandiera è riduttivo: dall'83 al '91, da difensore centrale, realizza oltre 70 gol e vince una Coppa Francese. Numeri da attaccante, difficilmente raggiungibili per chiunque giochi in un ruolo come il suo. Nel '91 finalmente approda nel nostro calcio ed a scommetterci è il Napoli di Claudio Ranieri, che ne trae giovamento da subito dopo aver sborsato 5,5 miliardi di lire: 6 gol e 4° posto in Serie A.

Tutto sembra essere apparecchiato per una permanenza, al massimo potrebbe essere presa in considerazione una cessione ad un top club per incassare soldi freschi per le casse della società, invece dei contrasti con la proprietà lo riportano in patria un solo anno più tardi, al Nimes. Lì sembra che qualcosa si sia rotto, che la magia possa essere svanita. L'anno dopo, nel '93-'94, il Napoli lo cede definitivamente al Saint-Etienne, ma lui non gioca (solo 2 match in stagione) e non segna. Il club francese continua però a credere in lui, a puntarci e a trasmettergli fiducia, così tutto ricomincia come d'incanto e nel '94-'95 segna 13 gol in 37 match di campionato, fornendo anche 3 assist.

Non è ancora giunto il momento del grande salto, però sceglie bene la sua prossima destinazione perché è grazie a quella che diventa a tutti gli effetti pronto per palcoscenici più prestigiosi: è l'Auxerre la squadra della svolta, con cui si afferma da titolare e vince campionato e coppa al primo colpo. Ora sì che lo attende una grande, anzi una grandissima: nel '96-'97 vola in Spagna, al Barcellona. Una rosa da sogno con Guardiola, Figo, Stoichkov, Ronaldo, Couto e Luis Enrique, solo per citarne alcuni, e con Mourinho come vice-allenatore. Chi vince si dice che si abitua e non smette più ed in effetti è un po' il suo caso: in un anno solleva la Supercoppa di Spagna, la Coppa di Spagna e la Coppa delle Coppe. Altro giro altra corsa, ma brusco stop nel palmares (con i club): al Marsiglia nel '97-'98 e nel '98-'99 non va come sperava, perde una finale di Coppa UEFA contro il Parma e non vince niente. La stessa sorte gli capita all'Inter, in Italia, dove viene espressamente chiesto da Marcello Lippi: gioca, piace, viene coccolato dall'ambiente, ma anche qui non riesce a conquistare un trofeo. Le ultime due stagioni della sua carriera sono per lui memorabili: con il Manchester United debutta finalmente nella fase finale della Champions League e si toglie lo sfizio di vincere pure una Premier League. Un rammarico? L'eliminazione con il Leverkusen in semifinale di Champions nel '01/02.

Il suo cammino con la Francia è (quasi) irripetibile. Numeri alla mano, in 97 gare segna 16 gol e fornisce 7 assist, ma a stupire non è solo il fatto che esordisca "tardi", ovvero a 23 anni, ma anche ciò che è riuscito a fare. Protagonista indiscutibile di due delle più grandi imprese della storia de Le Bleus, il Mondiale del '98 e l'Europeo del 2000. In entrambe le manifestazioni realizza una rete: nella prima segna il golden gol decisivo contro il Paraguay agli ottavi, nella seconda invece timbra nel 3-0 nel successo contro la Danimarca ai gironi. L'unica macchia è l'espulsione in semifinale nel '98, che gli impedì di giocare la finale contro il Brasile. Blanc è entrato nella storia anche per il famoso gesto portafortuna: poco prima dell'inizio delle partite, quando era capitano, era solito baciare sulla testa il portiere Fabien Barthez.

Aver coronato tutti i suoi sogni ed aver vinto praticamente tutto ciò che può desiderare un calciatore non gli è stato sufficiente, così si è cimentato anche nella carriera da allenatore: dal 2007 al 2010 al Bordeaux si laurea campione di Francia, conquista una Coppa di Lega francese e anche due volte la Supercoppa di Francia. La sua avventura prosegue dal 2010 al 2012 sulla panchina della nazionale, una delle più ambite al mondo. Gli interrogativi sono tanti, non è chiaro se abbia ancora l'esperienza necessaria per ricoprire quel ruolo e viene subito criticato moltissimo alle prime difficoltà. Nel 2011 pensa seriamente alle dimissioni dopo che Thuram lo accusò pesantemente di aver accettato la proposta di un inserimento di una quota del solo 30% di ragazzi africani e arabi nei vivai delle squadre. In generale delude e non convince, finendo per dimettersi dopo i quarti agli Europei del 2012.

Dal 2013 al 2016 torna a lavorare con un club e si rilancia, rivendicando tutto il suo estro: 3 stagioni, 3 Ligue 1 conquistate, 3 volte campione in Coppa di Lega francese, 2 volte in Coppa di Francia e 3 volte in Supercoppa di Francia. Il tutto con il PSG di Nasser Al-Khelaifi, quello delle stelle, dei grandi nomi e della proprietà arrivata nel 2011 e ancora oggi al timone dei francesi. Poi, come sempre, c'è il momento delle scelte ovvie, quello dei cambiamenti e così viene esonerato. Da lì sparisce dal calcio che conta e riparte solo nel dicembre 2020 dall'Al-Rayyan in Qatar, dove resta fino a febbraio 2022, conquistando, si fa per dire, un 3° posto in campionato come miglior piazzamento. Il resto è storia recente, storia di un parziale fallimento, quello vissuto sulla panchina del Lione, dove approda nell'ottobre 2022: firma un contratto di 2 anni, ma all'esordio si piazza solo settimo, arrivando peròin semifinale di Coppa di Francia. L'11 settembre 2023 si separa consensualmente dopo aver raccolto un solo punto in campionato in 4 partite. Un finale non degno per chi ha dato tanto al calcio e, forse, ancora tanto può dare. Oggi Laurent Blanc compie 58 anni.

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Venerdì 10 Maggio 2024
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