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Calafiori: "La Roma è tutto. Idolo Kolarov, vorrei essere il suo erede"

di Simone Lorini

Riccardo Calafiori, difensore della Roma Primavera, ora in ritiro con la Nazionale Under 17, ha parlato al Corriere dello Sport del suo rientro a pieno regime dopo il gravissimo infortunio che l'ha colpito: "Mai pensato di smettere, alla clinica Villa Stuart mi dissero che avrei dovuto fare due operazioni e che forse non avrei potuto più giocare. Così sono andato a Pittsburgh, negli Stati Uniti, dove si è operato anche Ibra. Lì il chirurgo mi ha rassicurato. Ringrazio anche De Rossi che mi è stato molto vicino, da vero capitano. Il Mondiale U17? Per l'infortunio ho saltato l'Europeo e accetterò tutte le scelte del mister Se vorrà portare con sé quei calciatori che hanno vinto l'argento europeo in Irlanda, lo capirò. Esserci, però, sarebbe come concludere il percorso di riabilitazione mettendo la ciliegina sulla torta. La Roma? Per me è tutto. È un insieme di amore, sogni, sacrifici, passione ed emozioni. Roma è casa mia, vorrei restarci per sempre. Ogni tanto penso a quanto sarebbe bello segnare e correre sotto la Curva per abbracciare i tifosi. Da bambino il mio idolo era Vucinic. Ora Kolarov, con cui ho un rapporto speciale. Sarebbe bello diventare il suo erede".


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