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Serie C, la top 11 dei playoff: ma che ci faceva Schiavi in Lega Pro?

Focus TMW
di Luca Esposito
Nicolas Schiavi
Nicolas Schiavi
© foto di Francesco Moscatelli

Va in archivio un'altra edizione dei playoff e, come accaduto negli ultimi anni, la quarta e ultima promossa è un'autentica sorpresa. Si tratta della Carrarese di Calabro, organizzata in difesa quanto cinica in attacco e capace di eliminare due squadre del calibro di Benevento e Vicenza. Onore delle armi per giallorossi e biancorossi, stesso discorso per un Avellino abile a rimontare il Catania e piuttosto sfortunato del doppio confronto del Menti. Delude un po' il Taranto: zero gol in quattro partite, un tallone d'Achille che costa l'eliminazione. Non hanno fatto molta strada blasonate del calibro di Pescara, Perugia, Triestina, Padova (a che è servito mandare via Torrente per Oddo?) e Crotone, con i pitagorici contestati dai tifosi. Ecco la formazione ideale scelta dalla nostra redazione, schierata con il 3-4-3.

Alessandro Confente (Vicenza): imbattuto nel doppio confronto con il Taranto, almeno tre gli interventi decisivi che hanno permesso ai biancorossi di eliminare un avversario particolarmente ostico. Saracinesca abbassata anche nel derby contro il Padova e nelle sfide d'andata contro Avellino e Carrarese.
Giuseppe Cuomo (Vicenza): nel pieno della maturità calcistica, il centrale di Vico Equense ha garantito un rendimento costante sia durante il campionato, sia negli spareggi promozione. Di posizione o in scivolata, in anticipo o nel gioco aereo: un osso duro per tutti gli attaccanti di categoria.
Riccardo Capellini (Benevento): uno dei pochi superstiti della negativa stagione precedente, sulla carta partiva come principale alternativa ai titolari, ma è riuscito a scalare posizioni nelle gerarchie sia con Andreoletti, sia con Auteri. Non gli sono tremate le gambe nelle gare che valevano la B, sicuramente una delle note liete del campionato come rimarcato con orgoglio dal presidente Vigorito.
Marco Imperiale (Carrarese): ha composto con l'amuleto Di Gennaro una delle coppie più forti della recente storia della Lega Pro. Soprattutto con l'avvento di Calabro, la difesa gialloblu è stata a tratti imperforabile come certificato dal doppio clean sheat nelle finalissime con il Vicenza. Non capita mica a tutti di disinnescare l'attaccante più prolifico dell'ultimo triennio?
Daniele Giorico (Torres): "Ai playoff senza paura e con la voglia di giocarcela alla pari con tutti e a testa alta" aveva detto nel giorno della qualificazione aritmetica agli spareggi. Missione compiuta, verrebbe da dire, visto che i rossoblu hanno sciorinato un calcio a tratti piacevole pur non coronando il sogno promozione. Voto molto alto soprattutto nel match interno col Benevento.
Nicolas Schiavi (Carrarese): quantità e qualità, è lui l'uomo simbolo della promozione dei gialloblu. Ha giganteggiato soprattutto nella gara di ritorno, con una marea di palloni recuperati, un eurogol sfiorato e una condizione fisica strepitosa. Doti che gli varranno la riconferma per la prossima stagione. Strameritata la palma di migliore in campo e la standing ovation del pubblico. Decisiva la rete del 2-2 a Benevento. Che ci faceva uno così in Lega Pro?
Luis Hasa (Juventus NG): un 2004 con la personalità del veterano, l'uomo in grado di accendere la luce anche nei pomeriggi apparentemente più bui. C'è tanto del trequartista italo-albanese nell'ottimo percorso playoff dei bianconeri. Non a caso si è diviso tra under23 e prima squadra guadagnando la stima di un allenatore del calibro di Massimiliano Allegri.
Daniele Liotti (Avellino): proprio quando i lupi iniziavano a vedere le streghe, ecco il gol del pareggio sul Catania che ha riacceso il Partenio consentendo ai biancoverdi di passare al turno successivo. Nel corso di questo biennio è cresciuto molto dal punto di vista tattico, ben disimpegnandosi sia come esterno, sia come mezzala.
Franco Ferrari (Vicenza): il vero rimpianto di tifosi e staff tecnico è quello di non averlo avuto al top per la finale di ritorno. Ha deciso, però, di scendere in campo lo stesso stringendo i denti e lottando su tutti i palloni, prima di un infortunio che pare piuttosto serio e che lo terrà ai box per qualche mese. Ma, in area di rigore, si conferma a tratti immarcabile. Attorno a lui sarà costruito il Vicenza del futuro.
Mattia Finotto (Carrarese): la voglia di tornare a calcare palcoscenici più importanti lo ha spinto ad allenarsi a mille e a caricarsi la squadra sulle spalle. E' stato splendido finalizzatore del gioco corale proposto dal tecnico Calabro, suo il colpo di testa col quale i gialloblu hanno abbattuto il muro del Vicenza.
Matteo Della Morte (Vicenza): perfetto per il tipo di gioco di Vecchi, quando punta l'uomo riesce sempre a creare la superiorità numerica esaltando le doti di un centravanti come Ferrari. Il gol nel derby col Padova nei playoff ha avuto un sapore speciale, forse il più importante della sua carriera.
Antonio Calabro (Carrarese): allenatore forse poco sponsorizzato, eppure ha ottenuto diversi risultati positivi in queste categorie. Subentrato a Dal Canto, ha messo a posto la difesa rendendo lo stadio di casa un fortino inespugnabile. Playoff gestiti con perfezione.

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