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TMW RADIO - Cravero: "L'Inter è viva, altro che biscottone. Lazio serena: ha due match point"

di Dimitri Conti
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Archivio Stadio Aperto 2020
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Roberto Cravero intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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Il commentatore televisivo Roberto Cravero si è collegato in diretta con Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. Il suo ragionamento comincia dalla vittoria di ieri sera dell'Inter: "Secondo me dà loro tante possibilità, perché non penso che Borussia MG e Real Madrid possano accordarsi per il classico biscottone. Col pareggio il Real arriverebbe secondo, e per loro è sempre una questione di prestigio e di principio. Attenzione, perché poi potrebbe anche succedere che con un pareggio, magari al 92° lo Shakhtar segna e sono eliminati. Il Borussia firmerebbe col sangue, ma il Real non può assolutamente pareggiare".

Come ha fatto l'Inter ad essere ultima fino a qui?
"Se analizzo le partite dell'Inter, secondo me hanno meno punti di quello che meritavano. A Madrid meritavano qualcosa in più, mentre l'unica partita fallita davvero è stata quella con il Real Madrid in casa, in cui hanno perso meritatamente senza la prestazione. Nelle altre volte, tra alti e bassi, c'era sempre stata. Non ero fiducioso ieri sera, e invece la vittoria dello Shakhtar ha cambiato tutto".

Conte è un grande allenatore coi buoni giocatori ma non lo è altrettanto coi grandi?
"No, per me rimane un grande allenatore e basta. Lui è uno di quelli che fa rendere tutti al massimo: vero che Darmian e Gagliardini hanno giocato grandi partite, ma quando è entrato Hakimi è stato determinante. C'è una parte tattica, di studio, e per quella partita, viste le condizioni di Hakimi, ha preferito uno più difensivo sulla destra. Diamogli merito di aver scelto una formazione più operaia, perché i fatti gli hanno dato ragione".

La Lazio stasera cosa potrà fare a Dortmund?
"Delle volte è più facile giustificare prestazioni in cui non è riuscito niente. L'Udinese domenica si è trovata 3-0 giocando una discreta partita, nulla più: hanno solo aspettato gli errori della Lazio, punendoli con i suoi giocatori di qualità. Il grosso vantaggio della Lazio stasera è che giocheranno con la testa libera, visto che c'è anche il match point successivo con il Bruges. All'andata li hanno massacrati, e questo ti può fare andare oltre al nome Borussia Dortmund".

Haaland sarà il più forte del mondo?
"Il numero uno secondo me no, perché non ha quelle qualità tecniche che ti permettono di entrare là. Però ha fisico, e vede la porta in maniera incredibile: si migliorerà, certo".

Non arriverà mai a Lewandowski?
"Si può avvicinare, sì, ma non sarà mai Cristiano, Messi, Mbappe o Neymar. Lewandowski lo ritengo un grande centravanti, ma se devo guardare una partita scelgo una di quella con i nomi di prima".

Cosa c'è dietro ai problemi offensivi dell'Atalanta?
"Per la prima volta hanno l'attacco che balbetta. Ieri Gasperini ha tolto anche il Papu, cosa che fa difficilmente, ma questo spiega che ci sono alcuni momenti in cui non si guarda in faccia a nessuno: non ci ha pensato due volte a toglierlo. A me questi allenatori piacciono, quelli che non regalano mai nulla. Per l'Atalanta secondo me sarà dura, perché è difficile andare a fare risultato ad Amsterdam, anche se ci hanno dimostrato che sono in grado di fare tutto. Difficilmente si riescono a giudicare".

Il Torino può battere la Juventus?
"In assoluto è battibile, da questo Torino però non lo so... Ci vorrà grande voglia e determinazione: la Juve non sta attraversando un gran periodo, ma il Toro non sta dimostrando".

Nonostante Belotti.
"Nonostante quello, è terzultimo. Il derby potrebbe essere il momento giusto per la svolta, ma credo che Pirlo non potrà rinunciare ancora a Cristiano Ronaldo, perché senza di lui c'è una Juventus diversa. La loro Champions, tra l'altro, è già finita...".

C'è un errore nella costruzione di questa Juventus?
"Questa è una squadra che deve assolutamente migliorare e crescere, il tempo può aiutarli".

Perché è battibile?
"Perché non è la Juventus di Allegri che andava 1-0 e che, anche giocandoci contro una settimana, non riuscivi a segnare. Ultimamente invece ha preso diversi gol: penso al Crotone, al Benevento, al Ferencvaros... Tutte squadre che un tempo non si avvicinavano neanche alla porta".

Il Torino è a un punto morto del suo percorso?
"Credo che le intenzioni ci siano, i fatti un po' meno. In società tutti hanno provato a migliorare questo Torino, ma i fatti dimostrano che non è così: anche quest'anno, come lo scorso, sarà un campionato di sofferenza".

Il centrocampo Linetty-Rincon-Meite presenta un errore di fondo se dato a Giampaolo?
"Conoscendolo, secondo me aveva bisogno di un regista. Ma va detto che spesso ha cambiato modulo, basta vedere il passaggio dalla difesa a quattro a quella a tre. Rincon davanti alla difesa ti dà meno giocate e meno pulizia nell'impostare, ma anche più copertura".

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