La Fiorentina non brilla più. Per Pioli è fondamentale chiudere bene

di Michele Pavese
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Due sole occasioni create. È il dato che fotografa la serata della Fiorentina alla Sardegna Arena e, in parte, il momento vissuto dalla squadra di Stefano Pioli. La Viola, nell'ultimo mese e mezzo, ha vinto solo nella trasferta di Ferrara. Poco, troppo poco, per impensierire le rivali nella corsa a un posto nelle prossime competizioni europee: il Torino corre, così come l'Atalanta e la Lazio. Sette punti nelle ultime sette partite sono un bottino magro per una piazza ambiziosa, che ha ripreso a sognare per le imprese dei ragazzi terribili di Pioli, trascinati dalle giocate di Muriel e Chiesa e che non vuole ritrovarsi di nuovo con un pugno di mosche.

Il colombiano è rimasto a secco, troppo isolato in avanti e vittima di una formazione che è stata incapace di rendersi pericolosa per quasi tutto il match. La Fiorentina si è accesa solo nel finale, grazie al solito Federico Chiesa: il figlio d'arte ha trovato il suo dodicesimo gol stagionale, il sesto in campionato, e da solo ha messo paura alla difesa del Cagliari nel finale. Troppo poco, dicevamo, e lo sa anche Pioli. Nel post-partita, il tecnico è sembrato quasi sconsolato, rassegnato a doversi giocare tutto nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Dea. Ma prima avrà bisogno di ritrovare qualche certezza, di riacquistare fiducia attraverso i risultati. Altrimenti sarà l'ennesima stagione da dimenticare e il suo futuro potrebbe essere segnato. Il ciclo è finito?


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Giovedì 21 Marzo 2019