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Inter-Juventus, la madre di tutte le partite: dieci casi (e un pugno) nella storia infinita del derby d'Italia

di Ivan Cardia
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Vendicare la sconfitta dell'Allianz Stadium è l'obiettivo dell'Inter. La Juventus, da parte sua, prosegue una marcia contro tutti, contro la giustizia sportiva e pure contro i propri rivali di sempre. Questa sera al Meazza andrà in scena una delle rivalità più sentite del calcio italiano, tanto da portare Gianni Brera alla definizione di Derby d'Italia. Anche per i tanti episodi controversi che l'hanno riguardata nel corso degli anni. Ne abbiamo ripercorsi dieci, tra i più importanti.

10 giugno 1961: Juventus-Inter 9-1
Nasce qui la rivalità che pochi anni dopo porterà Brera a definire la sfida derby d'Italia. Il casus belli in realtà è da retrodatare al 16 aprile: bianconeri e nerazzurri si sfidano per lo scudetto, alla mezz'ora la gara viene sospesa per un'invasione di campo. L'Inter ottiene inizialmente il 2-0 a tavolino, ma la giustizia sportiva dà ragione ai bianconeri: la partita va rigiocata. Nel frattempo - clamoroso al Cibali - i meneghini perdono a Catania: sfumato il sogno tricolore e in polemica con la FIGC, guidata da Umberto Agnelli, il presidente interista Angelo Moratti decide che nel replay in campo andrà la Primavera. Finisce con un risultato da pallottoliere, ma l'Inter si consola: il gol della bandiera è il primo in nerazzurro di Sandro Mazzola.

1 maggio 1983: Juventus-Inter 0-2 a tavolino
Salto avanti di vent'anni, lo scudetto per la cronaca andrà alla Roma. A due giornate dalla fine, le due storiche avversarie sperano almeno di poter animare la volata, che vale comunque per il secondo posto buono per la Coppa Uefa: a Torino finisce 3-3, con Platini protagonista di una doppietta. Nel pre-partita, però, alcuni tifosi bianconeri si rendono protagonisti di una sassaiola ai danni del pullman dell'Inter: un mattone infrange il vetro e colpisce Gianpiero Marini, mettendolo fuori gioco. La gara si disputa col risultato di cui sopra, ma nel giro di due settimane il giudice sportivo ribalta il risultato: 2-0 a tavolino all'Inter, 20 milioni di lire di multa e risarcimento danni alla Juventus, che chiuderà comunque al secondo posto.

9 marzo 1997: Inter-Juventus 0-0
Una sorta di VAR ante-litteram. A inizio gara, Maurizio Ganz porta in vantaggio i nerazzurri su assist di Ivan Zamorano. I giocatori ospiti protestano per un fuorigioco e succede l'incredibile: Pierluigi Collina, arbitro della gara, dapprima convalida la rete. Poi, al termine di un minuto infuocato, la annulla perché aveva visto un retropassaggio bianconero che in realtà non c'è stato: la decisione è corretta, sono i modi che fanno infuriare l'Inter. E Moratti (Massimo) abbandona subito lo stadio con toni polemici: "Collina si è lasciato convincere dalle proteste degli juventini ed è tornato sui suoi passi. In 45 anni di calcio non avevo mai visto una cosa del genere. Questa sera a San Siro hanno inventato una nuova regola più nuova ancora dei progetti di cui si sta discutendo in Lega".

26 aprile 1998: Juventus-Inter 1-0
L'episodio più famoso di una rivalità infinita. A quattro gare dalla fine del campionato, i nerazzurri hanno un solo punto di ritardo in classifica. Al minuto 70, Ronaldo il Fenomeno s'insinua in area, muove il pallone e viene steso da Iuliano. Per l'arbitro, Piero Ceccarini, non c'è rigore. Lo concede trenta secondi dopo, ma dalla parte opposta di campo: sul ribaltamento di gioco, West atterra Del Piero, che dal dischetto si fa ipnotizzare. Quello che Pinturicchio ha segnato nei minuti iniziali della gara resta però il gol che vale lo scudetto, tra le furenti proteste nerazzurre, comprese quelle dell'indimenticato Gigi Simoni, espulso. I moviolisti condannano Ceccarini, il quale a distanza di anni resta convinto della bontà della propria decisione: "Neanche col VAR - ha dichiarato di recente - avrei dato il rigore". Sulla vicenda è tornato di recente uno dei protagonisti, Gianluca Pagliuca, rivelando di aver tirato un pugno nel fianco al direttore di gara.

5 maggio 2002: Lazio-Inter 4-2, Udinese-Juventus 0-2
Non è uno scontro diretto, ma non può essere dimenticato. All'ultima giornata di campionato, l'Inter va all'Olimpico da capolista: il clima è surreale, con i tifosi biancocelesti che tifano apertamente gli avversari. Questione di simpatie, ma in corsa c'è - almeno teoricamente - anche la Roma. In campo, succede l'imponderabile: fra le topiche di Gresko e le prodezze di Poborsky, vince la Lazio. In campo c'è anche Simone Inzaghi. Nel frattempo, in Friuli, Trezeguet e Del Piero battono agilmente l'Udinese: tra le lacrime di Ronaldo e la gioia anche polemica di Conte, lo scudetto va alla Vecchia Signora.

18 ottobre 2002: Inter-Juventus 1-1
A distanza di qualche mese, i nervi sono ancora tesi. Il confronto è di inizio stagione, ma ne succedono di ogni: all'87' Del Piero segna su rigore. Nel recupero, Conte e Morfeo vengono alle mani, venendo espulsi. All'ultima azione, corner per l'Inter: il portiere Toldo sale in area e segna il gol del pari. Proteste bianconere per una carica su Buffon, ma l'arbitro convalida.

Gli scudetti di Calciopoli
In questo caso non parliamo neanche di una partita secca, ma del processo sportivo più famoso nella storia del calcio italiano. La Juventus di Fabio Capello vince "sul campo" gli scudetti 2004/2005 e 2005/2006. Il 25 luglio 2006 si chiude il grado di appello che condanna i bianconeri alla retrocessione in Serie B e li priva dei due titoli, tuttora esibiti dalla società anche allo Stadium. Il 26 luglio 2006, la FIGC guidata da Guido Rossi attribuisce il secondo dei due scudetti - il primo rimarrà non assegnato - all'Inter.

3 dicembre 2000: Inter-Juventus 2-2
Altro episodio dei più memorabili. A palla lontana, Paolo Montero sferra un pugno in faccia a Luigi Di Biagio. Il difensore uruguaiano chiarirà poi che si trattava di una "vendetta" nei confronti del centrocampista, in campo - anche per l'entità del pugno - nessuno si accorge di nulla. Ci penserà la prova tv: tre giornate di squalifica all'uruguaiano.

3 novembre 2012: Juventus-Inter 1-3
Una data storica per entrambe le squadre, una delle sfide più accese degli ultimi tempi. I nerazzurri di Andrea Stramaccioni espugnano Torino: è la prima sconfitta casalinga della Juventus da quando esiste lo Stadium. A far discutere, come spesso accade, la direzione di gara di Tagliavento: la rete di Vidal è viziata da un fuorigioco evidente, Lichtsteiner viene graziato e non espulso. Nel secondo tempo succede di tutto: Orsato, giudice di porta, viene bersagliato dai tifosi bianconeri. Nel finale il nervosismo si alza a livelli difficili da gestire, il 3-1 in contropiede di Palacio chiude le ostilità.

28 aprile 2018: Inter-Juventus 2-3
L'ultima delle polemiche, in senso cronologico e non certo per temperatura. Coinvolge anche il Napoli: è l'anno di Sarri e del famoso scudetto perso in albergo a Firenze. L'episodio più rilevante arriva al 58': Pjanic, già ammonito, stende Rafinha con un intervento molto duro. Per Orsato non ci sono neanche gli estremi del giallo - che finirà a D'Ambrosio per proteste - dopo che già nel primo tempo si erano segnalate polemiche per la rete di Douglas Costa (viziata da un offside di Matuidi) e l'espulsione di Vecino, arrivata grazie all'impiego del VAR in maniera non propriamente conforme al protocollo.

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Giovedì 29 Febbraio 2024
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