L'errore imperdonabile di non comprare un centravanti

di Andrea Losapio
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L'Atalanta, non dovesse andare in Champions League, avrà per sempre un discreto rimpianto. Non avere acquistato una grande alternativa per l'attacco di gennaio. Con Emiliano Rigoni tornato allo Zenit San Pietroburgo - dopo qualche battibecco di troppo con il tecnico Gian Piero Gasperini - e Musa Barrow in caduta libera (ancora zero gol in campionato) i nerazzurri non hanno alternative nei tre davanti, se non giovani come Kulusevski o Piccoli. L'allenatore aveva chiesto un attaccante, magari Gregoire Defrel, anche lui dalla Sampdoria, un vecchio pallino.

Così non c'è la possibilità di cambiare in corsa. Probabilmente non sarebbe cambiato nulla, in una partita con 42 tiri verso la porta e 17 parate per il portiere Dragowski. Una sorta di sortilegio per la porta dell'Empoli, ma l'inserimento di Barrow non ha portato alcunché, se non quell'occasione sfiorata dal tacco di Mancini e disinnescata in maniera quasi carambolesca. Per la Champions League sembra un pareggio mortale per le ambizioni nerazzurre, anche se mancano ancora delle partite. Così come imperdonabile è l'errore di non provarci fino in fondo.


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