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Maldini: "Ci contestano CDK, ma pure Leao e Theo non piacevano. Avrei provato a tenere Tonali"

di Alessio Del Lungo
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport
Paolo Maldini, ex direttore dell'area tecnica del Milan, è tornato sulle discussioni avute con la società che poi hanno portato alla separazione con il Diavolo: "Su 35 acquisti ci contestano De Ketelaere, che aveva 21 anni. Se si scelgono ragazzi di quell’età, la percentuale d’insuccesso è più alta. Vanno aspettati, aiutati, coccolati, ripresi. D’altronde, dopo tre mesi di lavoro, Boban e Massara ed io fummo chiamati a Londra da proprietà e Ceo e praticamente delegittimati: i vari Leao, Bennacer e Theo non piacevano. Ma serviva un percorso. Ricordo sempre da dove siamo partiti".

Maldini parla anche di Tonali: "Avremmo fatto il possibile per non lasciarlo andare. Non siamo mai stati totalmente contrari a una cessione importante, ma non c’era necessità. Per Sandro spendemmo un quinto del valore di dominio pubblico e dovemmo discutere animatamente con Ceo e proprietà: non lo voleva neppure l’area scouting".

Che cosa chiedeva Cardinale?
"Di vincere la Champions. Spiegai che serviva un piano triennale. Da ottobre a febbraio l’ho preparato con Massara e con un mio amico consulente: 35 pagine di strategia sostenibile e necessità del salto di qualità, mandate a Gerry, a due suoi collaboratori molto stretti e all’amministratore delegato Furlani".
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