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Ronaldo vuole il tridente con Dybala e Higuain, ma Sarri dice no. Tonali sempre più vicino. Delusione Rabiot. Inter chiede Alonso in prestito, tutto su De Paul e Kulusewski. Ibra al Milan, in arrivo l’annuncio. Gattuso vuole Rodriguez

di Enzo Bucchioni
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Tridente o non tridente, è questo il problema? Anche no, ma ormai il calcio vive di guerre di religione e allora ecco a voi l’ultima battaglia fra tifosi della Juventus. E sono tanti. L’obiettivo del contendere è Sarri, naturalmente. E cosa avrebbe scatenato il Popolo Bianconero e il Popolo del Web contro l’allenatore toscano che, per la cronaca, da luglio ad oggi ha perso solo una partita?
L’uso improprio degli attaccanti o meglio, la mancanza di coraggio e se volete la strana prudenza, che inducono l’uomo del calcio-spettacolo a rinunciare a turno a uno dei suoi tre campioni in nome e per conto di un equilibrio che non piace e non eccita.
Ma quando potremo vedere stabilmente assieme Ronaldo, Dybala e Higuain?
Ma perchè non li fa giocare?
Urla e si dibatte il Popolo.
Questi tre, per molti, sono diventati il passaporto per la felicità, la parola d’ordine per vincere. E un po’ vanno capiti. Tutte le volte che li vediamo in campo assieme qualcosa di buono fanno, le partite le cambiano, le soluzioni le offrono e le trovano.
Interrogato in proposito il Guru Ronaldo, dopo aver letto le sue tartarughe, ha sentenziato: Mi piace giocare con Dybala e Higuain, ma decide Sarri.
Già, e questo è il problema. Ronaldo vuole il Tridente, il Popolo vuole il tridente e allora perchè Sarri nato incendiario sta diventando pompiere e del Tridente non vuol sapere? E scusate la rima.
Siamo in presenza, secondo me, di un grande equivoco. Qualcuno ha scambiato Sarri per Zeman commettendo un grave errore e dimostrando di conoscere poco idee e cultura calcistica.
Il Tridente non è in cima ai pensieri di Sarri semplicemente perchè tre giocatori di questo tipo comprometterebbero l’equilibrio della Juventus esponendola a enormi rischi nella fase difensiva. Non dite chissenefrega e non dite neppure allora Sarri cosa l’abbiamo preso a fare se pensa calcio come Allegri. Che poi è il nocciolo del discorso. Quelli che ragionano così non hanno ben compreso e sicuramente non capito chi è Sarri e cosa ha fatto nei suoi tanti anni di calcio. Sarri non è figlio dell’utopia zemaniana o di scuole di pensiero che predicano l’importante è fare un gol in più dell’avversario senza curarsi di quanti se ne prendano. Niente di tutto ciò.
Sarri fa parte di quella schiera di allenatori che amano il calcio d’attacco, cercano di imporre il gioco, predicano la manovra veloce, di prima, l’aggressione alta, il recupero palla nella metà campo avversaria e le ripartenze con sovrapposizioni, ma il tutto all’interno di un gioco equilibrato e organizzato.
Volete sapere cosa cura per prima cosa Maurizio Sarri? La fase difensiva. Infatti se sai difendere in un certo modo, attivamente, accompagni e favorisci il gioco d’attacco. E non è una contraddizione. E così veniamo al perchè questa Juventus non può giocare con Higuain, Dybala e Ronaldo stabilmente in campo assieme. Tutti e tre questi giocatori sono carenti nella fase difensiva. Ronaldo è addirittura esentato, la fa quando vuole lui, aiuta quando vede la necessità o l’emergenza (ovvio), ma nessuno gli chiede di lavorare stabilmente per pressare i difensori, interrompere le linee di passaggio e dannarsi per schermare le ripartenze. Lo stesso discorso, più o meno, va fatto per Higuain, un altro che torna, per carità, ma non ama la fase difensiva. Il terzo, Dybala, è più giovane e più fresco, ha fatto grandi progressi nel movimento in generale e nel movimento senza palla, si applica più di prima, ma dargli compiti ferrei nella fase difensiva vorrebbe dire snaturarlo. E’ la parte geniale, quanto si può sacrificare in compiti da operaio? Poco. Dunque, mai assieme stabilmente questi tre? In teoria no.
La Juventus per giocare con il Tridente avrebbe bisogno di una difesa ferrea e collaudatissima nei movimenti e di un centrocampo di muscoli e di qualità. Li ha ? Purtroppo no. La difesa sta cercando di inserire DeLight e Cuadrado (apprendista terzino), a centrocampo servirebbero Pogba e Vidal dei tempi belli da affiancare a Pjanic. Bentancur è bravo, ma manca ancora di continuità. Matuidi e Khedira fanno i conti con l’età. Il reparto è palesemente monco per la mancata crescita di Rabiot (bocciatissimo), le difficoltà di Emre Can e la leggerezza fisica di Ramsey. Per far funzionare una squadra di questo tipo è ovvio che l’allenatore debba mixare ogni volta per ottenere il miglior equilibrio possibile fra la fase difensiva e quella offensiva. Non a caso il Tridente è chiamato in causa quando l’avversario è di levatura nettamente inferiore, quando comincia a essere stanco o nel caso in cui ci sia bisogno di una mossa capace di scompaginare una partita.
Morale? I tifosi possono fare e pensare quello che ritengono più vicino alla loro sensibilità e alle loro idee, quello che mi stupisce è sentire addetti ai lavori spingere per una Juve così sbilanciata e ritenere che un calcio del genere possa essere sempre possibile. Nell’ascoltare certi soloni urlare “Juve, serve il Tridente”, mi viene in mente quel sindaco di qualche decennio fa che in campagna elettorale chiedeva ai cittadini “Volete l’acqua in casa?” . Alla risposta Sìììììììì, ecco la ricetta del sindaco: “Scoperchiate i tetti”
Dunque, volete vincere? Mettete tutte le punte. Ricetta ampiamente populista.
Sarebbe affascinante ed efficace in zona gol, non c’è dubbio, vedere all’opera il Tridente, ma la prudenza di Sarri è figlia anche di una campagna acquisti imperfetta. Fatico a promuovere la prima estate di Paratici senza Marotta. E’ evidente che il centrocampo bianconero sia sotto lo standard (anche numericamente) per una squadra che vuole vincere la Champions. Quando prendi un allenatore come Sarri la Juve avrebbe dovuto cercare giocatori più adatti al suo modo di pensare calcio. Quindi non chiedetegli il Tridente, chiedetegli invece le soluzioni per far rendere al meglio questo gruppo che è forte, ma ha anche dei vulnus. A questo proposito, viste le difficoltà nel prendere a gennaio giocatori pronti e collaudati, la Juve sta facendo di tutto per portare a Torino da subito il baby Tonali, giovane ma giudicato maturo per il salto. Ha battuto la concorrenza dell’Inter, ora c’è da convincere Cellino.
Ibrahimovic, invece, s’è convinto di accettare il Milan e siamo ai dettagli come detto una settimana fa. L’annuncio dovrebbe arrivare a giorni. Le telefonate con Ancelotti dovrebbero aver sciolto quei pochissimi dubbi che Ibra poteva ancora avere. A Napoli da De Laurentiis? Anche no.
Dal Milan al Napoli, invece, potrebbe andare Ricardo Rodriguez, titolatissimo con Gattuso, accantonato da Pioli. Vuole giocare per andare agli Europei con la Svizzera e il suo sogno è ritrovare Gattuso. Il Milan aspetta le proposte, si parte da una richiesta vicina ai quindici milioni, anche se l’esplosione di Theo Hernandez non può lasciare la fascia sinistra senza una alternativa.
Fascia sinistra con problemi anche per l’Inter. Alonso separato in casa al Chelsea fa gola a Conte che l’ha lanciato alla grande in Premier. La richiesta di 30 milioni ha spaventato, si cerca un’operazione in prestito per sei mesi e un accordo che comprenda anche Giroud. Per il centrocampo Marotta non molla Kulusewski e se l’Udinese si convince, è sempre su De Paul. L’eliminazione dalla Champions non sposta le ambizioni di crescita dell’Inter e la sensazione di poter davvero provare a durare fino in fondo per lo scudetto è forte.

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Sabato 18 Gennaio 2020
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