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ESCLUSIVA TMW - D'Agostino: "De Rossi, una carriera per la sua favola"

di Marco Conterio

Gaetano D'Agostino racconta Daniele De Rossi. Figli della Roma, uno con strade diverse, l'altro per una vita intera. Salvo poi annunciare oggi l'addio, la separazione, improvvisa. Contro il Parma l'ultima volta, l'ultima thule di DDR, Capitan Futuro, ma anche per sempre. "Con lui ho legami bellissimi, abbiamo condiviso una parte del settore giovanile, poi l'Under 21 -spiega D'Agostino a Tuttomercatoweb.com-. Mi sorprende questa notizia, come tutti gli amanti del calcio era una delle poche bandiere rimaste. Certamente c'è una motivazione".
Se lo aspettava fino alla fine a Roma?
"Quando arrivi a trentasei e parti giovanissimo, sì... Parlandone anche con amici, immaginavo di vederlo come allenatore o al settore giovanile. Vederlo lontano mi fa effetto: il suo attaccamento alla società è encomiabile, da favola, da raccontare nei libri del calcio. Avrà avuto richieste, in carriera, che ha sempre rifiutato: vederlo andare via ora mi crea tristezza".
Siamo tutti un po' invecchiati stamattina.
"Ho guardato la carta d'identità oggi..."
Avrebbe potuto vincere di più, concorda?
"Il Mondiale, la Coppa Italia, la Supercoppa: però ha preferito sposare il suo credo, il suo attaccamento alla maglia, rispetto ai trofei. Sapeva di poter aver meno possibilità di vittoria ma ricordiamoci che è un Campione del Mondo: si meritava più trofei ma la sua coscienza è a posto, ha scelto col cuore e gli fa onore".


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