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21 novembre 1973, una farsa compie 50 anni. La partita fantasma in Cile (senza avversari)

di Andrea Losapio
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

L'11 settembre del 1973 in Cile inizia la dittatura di Augusto Pinochet, il capo militare che prende il sopravvento su Salvador Allende, democraticamente eletto e morto nel bombardamento del Palazzo Presidenziale (probabilmente suicida). In questo contesto politico si inserisce un lo spareggio per i Mondiali tedeschi del 1974, con la vincente del Gruppo 9, cioè l'Urss, che deve giocare uno spareggio contro la nazionale del gruppo 3 del Sudamerica. Ovviamente è il Cile. Una situazione paradossale perché le partite sono giocate andata e ritorno: a Mosca finisce 0-0, con un dominio pressoché totale dei sovietici - vicecampioni d'Europa - che non riescono a segnare anche, si dice, perché l'arbitro è brasiliano. Non ci sono immagini della partita perché la diretta televisiva era stata bandita.

Così al ritorno bisogna giocare allo stadio Nacional di Santiago del Cile. Che nel frattempo è diventata una prigione a cielo aperto per contenere i dissidenti del regime. Eppure quando Abilio D'Almeida, anche lui brasiliano e vicepresidente della FIFA, e Helmuth Kaeser, svizzero che ricopre la carica di segretario generale, visitano lo stadio, scrivono semplicemente che la "tranquillità è totale". Sugli spalti ci sono vari oppositori al regime, ma i delegati guardano solamente il campo L'Urss si rifiuta di giocare in una nazione con un regime dittatoriale in atto, con Breznev che chiede lo spareggio in campo neutro, in Germania Ovest, cioè dove si giocherà il Mondiale. Grazie a quel rapporto si consuma una delle più grandi farse del calcio.

Perché il 21 novembre 1973 Cile-Urss si gioca. Peccato che i sovietici non siano mai arrivati a Santiago. Breznev decide di non far partire i suoi alla volta del Sudamerica perché ritenuto pericoloso, la FIFA invece di decretare la vittoria a tavolino fa scendere in campo i cileni. Anche l'arbitro lo è, Rafael Hormazabal. La Roja batte il calcio d'inizio, qualche passaggio, il pallone arriva a Francisco Valdes, il capitano, militante di sinistra, che insacca. Probabilmente controvoglia. Finisce così la partita, 1-0, Cile in Germania ma non prima di un'amichevole con il Santos.

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