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Pres. Frosinone: "Mai avuta rete cui appoggiarsi per vendere bene i giocatori. Ma ora si cambia"

di Claudia Marrone
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Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di inizio stagione in casa Frosinone, con patron Maurizio Stirpe a fare "gli onori di casa".
Queste, come riferisce frosinonetoday.it, le sue parole: "Sono stato tre anni difficili, specialmente il primo dopo la retrocessione dalla A. Non abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per fare le cose al massimo. Questo è stato anche dovuto all'ambizione di qualcuno Sono stati fatti investimenti sbagliati, alcuni erano anche figli dall'anno della promozione con magari prestiti con obbligo di riscatto a cifre importanti. Gli ultimi due anni l'andamento è stato molto simile. Le potenzialità c'erano e quando c'è stato bisogno sono state scaricate a terra. Si poteva ottenere lo stesso risultato però spendendo molto meno".

E quindi il momento di cambiare: "Avevo pianificato la rivoluzione all'interno del Frosinone già da parecchio tempo. La presenza di Gualtieri a esempio parte da molto lontano. Parte da una profonda insoddisfazione per come questa società ha sviluppato quel settore negli anni. La stessa consapevolezza l'avevamo nell'area tecnica. Il giorno che siamo retrocessi sapevo benissimo che era giunto il momento di cambiare pagina e anche metodo di lavoro. Vi posso svelare un retroscena: avevo già deciso ad aprile dello scorso anno di cambiare responsabile dell'area tecnica. L'intervallo che c'è stato dall'ultima stagione a questa è stato brevissimo e non potevamo fare cambi. Salvini mi ha comunicato la sua impossibilità a proseguire, già tempo fa, e ho colto l'opportunità per chiamare Guido. Il primo anno non si è potuto fare la rivoluzione, quello che potevamo fare era cambiare qualcosa nell'area tecnica. Siamo pronti a ripartire almeno per ritrovare entusiasmo. Che lasciatemi dire in questi ultimi tre anni ce n'è stato poco. Ora sono convinto che forse per la prima volta che in venti anni che faccio il calcio lo faccio come lo volevo fare. Solo con Graziani ho potuto sviluppare le mie idee, con gli altri no. Chi c'era non aveva le caratteristiche per farlo. Non abbiamo mai avuto una rete di conoscenze su cui appoggiarsi per vendere bene i calciatori. Gli ultimi calciatori che abbiamo venduto bene sono Bocchetti Eder e Lodi. Siamo stati capaci di portare in prima squadra solamente due calciatori del settore giovanile in più di 10 anni, per lo più poi uno si è perso a zero. Angelozzi doveva venire qui 18 anni fa e per una serie di motivi non è mai potuto venire. Con Ernesto abbiamo lavorato insieme per tanti anni. Ci sono stati degli anni che le sue caratteristiche potevano essere utili allo sviluppo del Frosinone, altri no".

Prosegue: "Abbiamo un progetto di tre anni. Nel primo gli obiettivi saranno quelli di mantenere la categoria e quello di risanare il discorso economico della società. C'è voluta una grande pazienza e resilienza per non buttare all'aria tutto. Secondo anno si spera di uscire dalla convalescenza e avere una base più solida. Il terzo anno, se il Frosinone avrà fatto due anni come si deve, ci potremmo riproporre in un certo modo. Ho pregato Guido di rimanere con noi per tre anni per completare questo progetto. La società ha fatto degli investimenti su questi giovani, non è che sono stati presi gratis. Non è che ci siano altre società che stiano facendo operazione mirabolanti, anzi il Frosinone al momento è quella che si è mossa di più. Avremo un'attenzione maniacale per i costi ma soprattutto per una cosa: a Frosinone ci deve rimanere chi ama il Frosinone. Ho parlato di tre anni, tenete conto che quest'anno entrerò nel mio diciottesimo anno di presidenza. Non è che potrò essere in eterno il presidente del Frosinone. In questi tre anni cominceremo a guardare il futuro, a chi verrà dopo. Quello che verrà qui sarà uno migliore di me non uno qualsiasi, una figura che riuscirà a proporsi per raggiungere obiettivi più ambiziosi di quelli che abbiamo raggiunto noi. In questi anni valuteremo questi aspetti":

Nota conclusiva sul calciomercato: "Il problema degli esuberi sono tre anni che lo abbiamo. Chi doveva affrontarlo non ha avuto la capacità di farlo. Al momento abbiamo 32 tesserati: tre giovani vanno verso la risoluzione contrattuale, abbiamo altri 4-5 giovani che manderemo in prestito in Serie C, abbiamo tre calciatori che sono in scadenza a un anno e che hanno stipendi alti. A questi calciatori il Frosinone ha già fatto sapere che non può pagare gli stessi stipendi che percepivano. Se vogliono rinnovare dovrà esserci una soluzione che andrà bene per entrambe le parti, altrimenti saranno sul mercato. Uno di questi tre ha già una società di A disposta a prenderlo a parità di condizione. Il Frosinone non starà più a simili giochetti a rilancio da parte di chi pensa solo al proprio tornaconto personale. Renderemo pubblici i nomi dei calciatori che si comporteranno in questa maniera prima di metterli fuori rosa. Questa non è una caserma per nessuno. Se ci viene chiesto un rinnovo insostenibile, noi diciamo di no. Nessuno è incedibile. La nostra rosa ideale è quella tra 25 e 26 calciatori. Abbiamo solamente un interesse quello di fare il bene del Frosinone. Nessuno sarà promosso dalla Primavera, alcuni andranno in prestito in C proprio perché crediamo nelle potenzialità di questi calciatori. Sprocati e Ronaldo sono profili che ci possono interessare. I nostri giovani non sono pronti per la B ma vogliamo mandarli a giocare perché ci crediamo".

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