Lazio, Robben e Keita: tra verità e fantamercato

di Riccardo Caponetti
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La Lazio in estate farà un colpo a effetto. Questa la linea guida che bisogna tracciare per disegnare i movimenti dei biancocelesti nel prossimo mercato. Da qui bisogna partire per capire alcune dinamiche e accostamenti. Tare ha stupito diverse volte i tifosi, che sognano un colpo alla Klose o alla Leiva. Campioni con la c maiuscola. Come lo è anche Arjen Robben, il cui contratto con il Bayern Monaco scadrà il prossimo 30 giugno. Il 35enne esterno non rinnoverà, ha già salutato tutti i bavaresi che per oltre 10 anni lo hanno ammirato. È stato accostato alla Lazio. Sarebbe una grandissima operazione, sia sportiva che soprattutto a livello mediatico e di marketing. La suggestiva idea è complicata, molto. L’ostacolo è solo uno ma è quasi insormontabile. Robben prende circa 10 milioni di euro di ingaggio, più del triplo di quanto prendono Immobile e Leiva, due dei più pagati a Formello. Obiettivamente, anche se Tare vorrà pescare il jolly dal mazzo, la carta olandese appare poco probabile. Per lui si prospetta un ritorno a casa (Groningen o PSV) oppure un’esperienza in Canada.

Capitolo diverso per Keita Balde Diao. Il senegalese, arrivato in prestito all’Inter la scorsa estate, non verrà riscattato e tornerà al Monaco. Il giocatore a Milano non ha convinto, troppo discontinuo. Cinque gol e tre assist, un bottino troppo magro per poter giustificare un investimento di 34 milioni di euro. È in cerca di una sistemazione e nelle ultime ore si è parlato di un possibile riavvicinamento con Inzaghi, che due estati fa ha provato fino alla fine a convincerlo a rimanere alla Lazio. Tra i due non ci sono mai stati problemi, che invece ci sono con Lotito, Tare e alcuni suoi ex compagni. Non si è lasciato bene Keita con la società, soprattutto per la presenza del suo ex agente Calenda. Insulti, incomprensioni e attacchi via social. Anche se la procura adesso è in mano a Federico Pastorello, difficilmente il duo alla guida del club romano riprenderebbe l’esterno, che a livello tecnico non si discute. Un altro aspetto da considerare è come verrebbe riaccolto dallo spogliatoio. È nota la storia di alcuni dissidi con dei senatori biancocelesti, come Lulic, Parolo e Radu, che in passato non hanno apprezzato alcuni suoi atteggiamenti poco professionali. Difficilmente tollererebbero un suo ritorno, che a oggi appare poco probabile. Troppi contro e pochi pro, ma nel calcio tutto può succedere. D’altronde non sempre le linee guida tracciate a giugno non subiscono deviazioni.


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Martedì 25 Giugno 2019