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Juventus-Cagliari 2-0, le pagelle. Ronaldo show, Arthur è top. Simeone, chi l'ha visto?

di Marco Conterio
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Juventus-Cagliari 2-0
Marcatori: 38' Ronaldo, 42' Ronaldo

Le pagelle

JUVENTUS

Buffon 6 Venticinque anni fa, ieri, l'esordio in Serie A con la maglia del Parma. Un primo tempo dove ha avuto il tempo di rivedere molti highlights di una straordinaria carriera.

Cuadrado 6.5 L'onore di una fascia così prestigiosa racconta l'importanza di un giocatore che a trentadue anni è passato da essere jolly a certezza. A uno dei terzini destri più forti al mondo.

Demiral 6.5 Cresce in sostanza e quantità, l'assist di testa a Ronaldo è per i tabellini ma racconta della sua padronanza non solo tra le linee amiche ma anche dietro al fronte.

De Ligt 7 Torna dopo mesi e porge il suo biglietto da visita agli avanti del Cagliari durante una scivolata. Come direbbero nella sua Amsterdam,
welkom terug: bentornato.

Danilo 6.5 L'essenziale e l'indispensabile, ma forse perché le sue partite con Pirlo in panchina andrebbero riviste prima d'esser giudicate. E' la chiave di volta a livello tattico della Juventus. (dall'85' Alex Sandro sv)

Kulusevski 6.5 A testa bassa e col piede caldo, da ala destra d'un tempo, che taglia dentro più che allargarsi, dimostra di sentirsi sempre più a suo agio. (dall'85' Chiesa sv)

Rabiot 6.5 Una carriera bianconera rossiniana, un crescendo che sta toccando sempre nuove e sorridenti tappe. Personalità, corsa, fisico, un percorso felice con Pirlo in panchina. (dal 70' McKennie 6.5 Incisivo, sempre più dentro alla filosofia di Pirlo. E pure in venti minuti, dà l'impressione di saper da subito indossare i panni del perno della mediana)

Arthur 7 Quando finisce sotto pressione, mette le pinne fuor d'acqua e sgambetta veloce fuori dalla morsa degli avversari. Prestazione da centrocampista di valore mundial. (dall'85' Bentancur sv)

Bernardeschi 7 Premiate le scelte di Pirlo e se l'autostima era sotto i tacchetti, il gol annullato rischia d'essere una mazzata. Invece no: meglio di sempre, con Pirlo e negli ultimi mesi. Nuovo inizio?

Cristiano Ronaldo 7.5 Leggere i numeri di Cristiano da Funchal lascia ogni volta sbalorditi. Con questi due Puskas è staccato e Pelé s'avvicina, il resto è corredo all'ennesima meraviglia.

Morata 6.5 Non segna, e qui c'è la notizia. Un gol annullato per un suo fuorigioco, ma qui non c'è novità. Però assist, movimento, spazi. Un 9 che sta diventando tra i migliori in assoluto. (dal 70' Dybala 6 Entra per mettere nelle gambe minuti, dopo un inizio di stagione sfortunato e infortunato. Due dribbling, due tocchi, deliziosi, ma solo per gli esteti)

Pirlo 7.5 Non sbaglia una scelta. Bernardeschi, il tandem d'attacco, il centrocampo, Kulusevski, il 4-4-2. L'apprendistato è finito, la prima del nuovo corso e del tour de force è la più bella Juventus della sua giovane avventura.

Il racconto della partita Clicca qui

CAGLIARI

Cragno 6 - Per più di mezz'ora la Juve alza un polverone senza però concludere, poi trova la retta via grazie al suo fenomeno. Imprendibile il destro chirurgico di Ronaldo che sblocca il match, men che meno il raddoppio di rapina.

Pisacane 5 - Si sgancia su Ronaldo quando fiuta il pericolo, ma è già troppo tardi: a CR7 basta una rapida sterzata per mandarlo fuori giri e portare avanti la Juve con una conclusione inarrivabile per Cragno.

Walukiewicz 5,5 - L'eccesso di altruismo di Morata a metà primo tempo gli consente di accorciare con un bell'allungo su Ronaldo e a compiere un intervento che vale mezzo gol. Sembra a suo agio sul centro-sinistra. Qualche scricchiolio, poi, nella ripresa.

Klavan 6 - Commette davvero pochi errori in un primo tempo in cui si prende la briga di comandare la linea. Quasi dominante nella contraerea: buona parte dell'ermetismo rossoblù fino al vantaggio di Ronaldo è merito suo. Al settantesimo rimedia un brutto colpo ed è costretto ad uscire. (Dal 70' Carboni 6 - Poco margine per combinare alcunché).

Tripaldelli 5 - Resta vigile sul sornione Cuadrado, che non alza subito i giri. Quando scatta il colombiano, però, va facilmente in difficoltà. Come in chiusura di primo tempo, quando un fallo tattico sull'ex Fiorentina gli costa il giallo. (Dal 46' Sottil 6 - Volenteroso. Lancia un segnale a Di Francesco, quantomeno a livello caratteriale).

Marin 5,5 - Prova a farsi valere con i mezzi di cui dispone, ma lo strapotere Juve è troppo anche per lui questa sera. Tampona qua e là con qualche buon ripiegamento, ma nel complesso ha pochi argomenti da opporre al fraseggio bianconero. (Dal 71' Caligara 6 - Lo si vede poco, ma entra a situazione compromessa).

Rog 5,5 - Quasi volesse scrollarsi di dosso la ruggine del primo tempo, torna in campo con maggiore spigliatezza dopo l'intervallo. Cambio d'attitudine che non sortisce effetti particolari, ma quantomeno rende un po' più dinamico il centrocampo.

Zappa 6 - Sembra vagabondare senza meta nell'area del Cagliari sul due a zero della Juventus: Ronaldo gli sfila alle spalle e firma la doppietta con una zampata da rapace. E Danilo è un cliente scomodo quando prova ad esporsi. Lui però non sembra curarsene, e chiude in crescendo: tra le note più liete, in una serata da dimenticare.

Joao Pedro 5 - Di Francesco designa per lui un ruolo da playmaker avanzato. Lui ci prova: si abbassa, cuce il gioco, anche se non trova in Simeone un riferimento solido. Sente meno la porta, in quella posizione, e questo lo penalizza.

Ounas 5 - Il canovaccio della partita non dà adito alle sue qualità di sbocciare. Si arrangia, dà una mano in copertura, ma è sistematicamente a corto di fiato quando dovrebbe disegnare calcio. (Dall'81' s.v.).

Simeone 4,5 - Un primo tempo di stenti, ma non poteva essere altrimenti: per l'impianto di gioco scelto da DiFra, la sua è una partita di sacrificio. E quando ha mezza occasione, la spreca con un controllo difettoso. Cala a picco nel secondo tempo. (Dall'80' Pavoletti s.v.).

Di Francesco 5,5 - L'assetto ipercontenitivo con il quale schiera i suoi sembra disorientare inizialmente la Juve. Quando sembra abbia incartato i bianconeri, si scatena Ronaldo. Dopo lo show del portoghese il canovaccio che s'era prefigurato si sgretola e la squadra a lungo andare si perde d'animo.

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