Da Kolarov a Di Francesco: una gara da portare in Porto

di Pietro Lazzerini
Fonte: Dal nostro inviato a Roma
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"Kolarov è un fratello, vorrei sempre essere rappresentato da uno come lui". Le parole di Daniele De Rossi in conferenza stampa a domanda precisa sulla frizione tra l'esterno serbo e i tifosi, fa capire quanto i due siano legati e quanto questa situazione possa anche condizionare lo spogliatoio e anche il clima dello stesso. Kolarov è uno dei giocatori con maggiore esperienza che la Roma ha a disposizione. Sicuramente è anche fra i tre più carismatici insieme al capitano e a Manolas. Il suo 'problema' è che troppo spesso dice tutto, ma proprio tutto, quello che pensa. E questo nel calcio di oggi non è un valore. Purtroppo.

Contro il Porto difficilmente la musica intorno all'esterno di Di Francesco cambierà. Non sono state annunciate tregue e già in campionato si è capito ampiamente che non basta segnare o giocare bene per rientrare di diritto nei cuori di una parte della tifoseria. Il problema è che la Roma adesso avrebbe bisogno di una coesione a 360° per uscire da questa fastidiosa altalena di risultati e anche per provare nell'impresa di centrare i quarti di finale di Champions League per la seconda volta consecutiva. "Vorrei che questa frattura finisse subito" ha anche dichiarato il capitano giallorosso, proprio per sottolineare di quanta coesione ci sia bisogno per andare avanti.

I 50mila che stasera saranno presenti all'Olimpico saranno un altro bel banco di prova per Kolarov e per tutta la squadra. Solo vincere può riportare l'entusiasmo, lo ha detto anche Di Francesco, e magari cancellare via via questa frizione interna che non fa piacere a nessuno. La gara col Porto rischia di essere decisiva per tutto il resto della stagione e forse anche per il futuro di alcuni protagonisti giallorossi. Una prestazione convincente può rilanciare tutto. Una prestazione deludente spingere in basso le ultime speranze di ripresa romaniste.


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Giovedì 25 Aprile 2019