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Lo sfogo di Ferrero dal carcere: "Se volevo, potevo scappare quando stavo a Pechino Express"

di Tommaso Bonan
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"Se volevo, potevo far perdere le mie tracce quando stavo girando le puntate di Pechino Express". Sono le parole di Massimo Ferrero, detenuto dall'altra notte nel carcere di San Vittore a Milano, a poche ore dal suo arresto per bancarotta per il fallimento di quattro società in Calabria: "Non mi hanno mandato agli arresti domiciliari perché ritenevano che non era una misura adeguata. Ma se ho la Digos che mi segue da tempo e mi mettevano il braccialetto elettronico agli arresti domiciliari come potevo scappare?", le parole riportate da La Stampa. "Sto bene, adesso sto bene, anche se sono in carcere. Ieri mi sono arrabbiato con i finanzieri che non mi hanno concesso di essere trasferito nella mia casa romana per assistere alla perquisizione e mi è uscito un fiotto di sangue dal naso, ho avuto un picco di pressione", le parole di Ferrero riportate anche da Il Secolo XIX.
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