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Sarà un gennaio di scarti, anche se Taremi potrebbe essere il colpo vincente per una big. Zielinski praticamente out, anche Osimhen vuole andare via. E lo farà a giugno, non a gennaio

di Andrea Losapio
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© foto di Lorenzo Di Benedetto

Il calciomercato invernale che ci aspetta sarà con pochi botti e molte speranze. Perché se è vero che le occasioni sono dietro l'angolo per tutti, dall'altro la sensazione è che non ci siano grandi possibilità di investire. La Juventus deve comprare addirittura due giocatori: uno a centrocampo per sostituire lo squalificato Pogba - per doping - e lo squalificato Fagioli (per scommesse). Per Samardzic c'è già un accordo di massima per un quinquennale a 1,5 milioni di euro a salire, fino al 2028, ma poi bisognerebbe trovare l'accordo con l'Udinese che, in questo momento, ha qualche problema di classifica di troppo. Quindi è possibile liberarlo in prestito con diritto? Da vedere, soprattutto perché il Borussia Dortmund lo ha osservato negli scorsi giorni e lo reputa come un buon nome per sostituire Bellingham - ovviamente valori diversi e anche cifre diverse, ma il ruolo è molto simile - e probabilmente ha le possibilità economiche per portare a termine il suo acquisto. E poi ci sarebbe la questione trequartista: Douglas Costa si è proposto in tutti i modi ma club e Allegri la pensano alla stessa maniera, cioè no. Bernardeschi divide un po' di più, perché arriverebbe in prestito, costerebbe il giusto di stipendio, non avrebbe problemi ad ambientarsi. Soulé forse è la soluzione preferita, ma sta giocando bene (e molto) al Frosinone, spostarlo a metà stagione potrebbe essere rischioso. Berardi costa troppo. Non c'è extra budget, a meno che non ci sia un'occasione davvero importante. All'orizzonte non si vedono.

Invece chi la vede è l'Inter, con Mehdi Taremi come possibile arrivo già da gennaio. Il suo contratto con il Porto scade nella prossima stagione, Ausilio ci sta lavorando da mesi e avrebbe anche un accordo di massima sui 3 milioni annui per due stagioni e mezzo, mentre i Dragoes potrebbero anche lasciarlo andare per cifre non esagerate. Ne varrebbe 15-18 in un mercato normale, probabilmente a sei mesi dalla scadenza potrebbero bastarne 7-8. Se non dovesse chiudersi così - e soprattutto se Arnautovic dovesse dare delle garanzie - allora sarà per giugno. Perché Taremi ha delle offerte in Arabia Saudita ma non è convinto di non volere provare un'altra esperienza nel calcio europeo: lì firmerebbe un triennale e esaudirebbe la sua voglia di vivere a Milano dodici mesi dopo il flirt con il Milan. Si vedrà. I rossoneri, invece, cercano un difensore centrale - senza budget - e un attaccante, con un po' più di budget. È esploso Guirrassy dello Stoccarda, costa 20 milioni e ha un'età che potrebbe indurre il Milan a fare un investimento. Anche perché a Moncada piace moltissimo da tempi non sospetti, ma non era arrivato ancora a questi livelli.

E poi c'è il Napoli. Che ha la grana allenatore, visto che Rudi Garcia sembra avere una panchina a tempo (ci smentirà), ma anche quella dei giocatori non va tanto meglio. Sembra di essere tornati ai tempi di Mertens e Insigne, entrambi pronti ad andare via, oltre a Koulibaly. Forse la realtà è che dopo l'addio di Spalletti si è chiuso un altro ciclo, aperto solamente dodici mesi prima. Quindi Kvaratskhelia è l'uomo copertina, Osimhen invece è in scadenza nel 2025 e difficilmente rinnoverà. Insomma, andrà via a giugno e non a gennaio solamente perché De Laurentiis vuole arrivare quarto in classifica (almeno) e più avanti possibile in Champions League. Poi lo cederà per un centinaio di milioni, meno di quelli che avrebbe potuto prendere quest'estate, ma con qualche bello stipendio in meno corrisposto. Non tutte le ciambelle riescono con il buco, verrebbe da dire. Così come per Piotr Zielinski, altro che saluterà con ogni probabilità Napoli in estate. Piace a tutte, avrà offerte, si trasferirà a zero. C'è stato un incontro fra l'agente e De Laurentiis, negli scorsi giorni, che ha prodotto un nulla di fatto. Posizioni distanti, fumata grigia tendente al più scuro.

Insomma, se a gennaio probabilmente si muoverà poco, a giugno potrebbe essere felici di vedere del movimento. Ci sarebbe da scommetterci (o forse è meglio di no).

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