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Roma, che paura per Ndicka. Fibrillazione forse causata da una compressione polmonare

di Simone Lorini

Evan Ndicka ha fatto tremare la Roma e tutto il mondo del calcio, crollando a terra per un malore improvviso determinato da uno scompenso cardiaco: non si è trattato di infarto in ogni caso, ma secondo i protagonisti non c'eranno più le condizioni per giocare la partita in modo sereno. Una delle ipotesi è che la fibrillazione possa essere stata generata da una compressione polmonare, forse a causa di un contrasto molto ruvido avvenuto nel primo tempo con Lorenzo Lucca, attaccante dell’Udinese, che lo aveva colpito al torace con una gomitata (involontaria) molto violenta.

Viene usato un defibrillatore per aiutare a ritrovare l’equilibrio ma i medici, dopo l’elettrocardiogramma, decidono di trasferirlo in ambulanza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, distante 2,5 chilometri dallo stadio. N’Dicka viene immediatamente visitato dal professor Massimo Imazio, primario di cardiologia, che lascia trapelare informazioni rassicuranti: il paziente è entrato in codice giallo, quindi non è in pericolo di vita, sottolinea il Corriere dello Sport.

Il difensore è stato poi sottoposto agli esami strumentali, compresa la Tac cardiaca, ed è stato trattenuto in osservazione. Potrebbe essere dimesso in breve tempo, tanto è vero che i compagni sono ripartiti per Roma con un volo charter dopo avergli fatto visita. A Udine è rimasto solo il medico del club, Massimo Manara. E’ presto, naturalmente, per ipotizzare i tempi di un rientro agonistico.


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