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La rivincita di Monchi: da dirigente spernacchiato a (nuovamente) Campione d'Europa

di Andrea Losapio

Come mai Monchi, il direttore sportivo con più Europa League in bacheca (sei), non ha funzionato alla Roma? Probabilmente perché quella coppa non l'ha mai giocata, nel biennio in giallorosso. Fuor di battuta, Monchi è stato acclamato come un salvatore della patria quando arrivato nella Capitale, è riuscito a portare il club fino alle semifinali di Champions League ma, sin dall'inizio, ha avuto qualche brontolio. Prima per l'allenatore, messo in discussione a settembre 2017 da più di qualche gola profonda. Poi direttamente per gli acquisti.

Nel biennio di Monchi a Roma si può dire che i giallorossi abbiano venduto, ma anche strapagato giocatori non funzionali. Come Marcano, Karsdorp, oppure vecchie glorie alla Pastore (che però poteva anche non dimostrarsi tale, vista l'età relativamente giovane) oppure i centrocampisti come Cristante e Nzonzi. Tutti colpi che potevano essere funzionali alla squadra ma che, in definitiva, hanno avuto l'indirizzo opposto. Com'è possibile che tra Siviglia e Roma ci sia una distanza talmente grande che, di fatto, fa passare un grande dirigente come lo zimbello da prendere in giro?

Evidentemente c'è qualche problema che esula dalla bravura di Monchi. Che, sicuramente, ha sbagliato quasi tutti gli acquisti a Roma. Ma che non può perdere l'occhio clinico da un secondo all'altro e poi riprenderlo, come in Cecità di Saramago. Perché se per due anni ha visto solamente bianco e poi, improvvisamente, c'è stato questo rientro alla normalità, i casi sono due. O Roma toglie la capacità di valutare le situazioni, oppure è un miracolo ed è solo fortuna. Dopo sei Europa League meglio escludere la seconda ipotesi.


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