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Una bella Juventus e una piccolissima Samp: tutto troppo facile, 4-1 e Milan avvisato

di Marco Conterio
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Quando Paulo Dybala entra in campo con la Juventus in vantaggio di due reti, il piccolo boato dei cinquemila presenti è un messaggio d'amore. Quando segna il gol del tre a uno, niente sguardi polemici ma solo gioia e applausi. E una piccola grande standing ovation tra gli spalti deserti. Che racconta tanto del momento che viviamo. Una gara che la Vecchia Signora vince 4-1 dominando ma dove però rischia clamorosamente pure di perderla, per qualche secondo. Conti segna una rete che è una meraviglia, al primo tiro della partita per i blucerchiati arrivato dopo oltre sessanta minuti. Verso il Milan però è tutto un bel segnale: perché nonostante quello schiaffo inatteso, la Juventus reagisce subito. Eccome.

Dominio Juve: la Samp non c'è
Domina da padrona, vince e convince. Nel primo tempo invece tanto possesso, tanto baricentro, ma solo due reti per la Juventus. Che parte con Morata-Kulusevski davanti e Landucci in panchina, vista la squalifica (sconta una vecchia squalifica della precedente gestione alla Juve) di Allegri. Dall'altra parte non c'è più D'Aversa, non c'è ancora Giampaolo e c'è allora Tufano. Che in questo breve interregno sceglie il 3-5-2 ma i suoi si dimostrano totalmente non abituati allo schema. Per la Samp è una sofferenza totale e continua. Nel primo tempo giocano più schiacciati dell'Italrugby contro una qualsiasi delle avversarie al Sei Nazioni: solo e soltanto Juventus, il primo gol è di Cuadrado e qui c'è la notizia. Su punizione, diciotto mesi dopo, e dopo pure Cristiano Ronaldo. Rasoterra, con la barriera e Falcone che si fanno bucare. Un minuto dopo gol di Morata ma il VAR annulla.

Poker Juventus
Così il dominio territoriale e di gioco sbatte su un risultato che non permette di prender troppo fiato. Lo fa, la Juventus, dopo il raddoppio di Rugani, con una straordinaria incornata nella ripresa, e così arriva quel gol di Conti. Inatteso, ma straordinario, con un destro in diagonale che beffa il fino ad allora spettatore Perin. Così la Juventus si rianima e subito sfrutta una topica di Falcone e Magnani in impostazione bassa: recupero di Locatelli e mancino di prima di Dybala. Nessuno sguardo polemico, stavolta, ma solo gioia. E quel piccolo boato dei cinquemila presenti. Il resto è accademia, entra il giovane Aké e conquista un rigore: batte Morata, gentil concessione di capitan Dybala. 4-1 e Juve padrona della partita, la Samp è in un momento nerissimo e per Giampaolo le cose da fare sono tantissime. Il Milan, intanto, è avvertito. La Juve c'è.
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