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ESCLUSIVA TG – Pileggi: “Qualche imprecisione il Toro l’ha avuta sotto porta, ma la cosa importante è che arrivi in area e al tiro”

di Elena Rossin
per Torinogranata.it
Fonte Elena Rossin

Danilo Pileggi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Pileggi è un ex calciatore che ha giocato nel Torino nelle stagioni 1977-78, 79-80 e poi dall’83 all87 e nel Bologna dall’80 all’82, attualmente collabora con un’agenzia di scouting e in particolare segue i campionati dei paesi dell’est e del nord Europa. Con lui abbiamo parlato della sfida che ci sarà domenica all’ora di pranzo fra le sue ex squadre.

Il Torino ha pareggiato con il Cagliari e nella gara precedente con l’Empoli che hanno lasciato un po’ di rammarico per le rimonte subite, mentre il Bologna sta andando discretamente bene, anche se ha perso l’ultimo match con la Fiorentina. Che idea si è fatto di queste due squadre?

“Credo che potrà essere una partita aperta e ben giocata da tutte e due le squadre che stanno attraversando un buon momento di forma fisica e tecnica. Mentalmente stanno bene. E’ vero che il Toro ha perso qualche punto per strada, ma sono molto confortanti le prestazioni che fornisce durante le partite e con maggiore attenzione sicuramente avrebbe avuto qualche punto in più. Il Bologna ha interrotto una striscia positiva perdendo con la Fiorentina, ma ha un buon gioco e una freschezza quindi penso che le due squadre arrivino bene a questa partita”.

Quali sono i punti di forza di Torino e Bologna?

“Per il Toro lo spirito e mi piace anche il modo di esprimersi e di giocare senza tanti calcoli attaccando e pressando per andare alla riconquista della palla e poi proporsi con delle ottime finalità. Peccato perché per il gioco, soprattutto per il modo, per l’intraprendenza, per il carattere e la qualità che ha espresso meritava qualche cosa in più, però prestazioni così lasciano ben sperare per il futuro rispetto anche alle precedenti stagioni che sotto l’aspetto del gioco, della grinta e del carattere erano state un po’ carenti.
Il Bologna è una squadra giovane, con ragazzi di qualità e anche loro non fanno tantissimi calcoli e giocano la partita sia in casa sia fuori cercando sempre di avere la meglio sugli avversari sia sotto l’aspetto tecnico sia sotto quello agonistico e fisico. Ritengo che entrambe le squadre stiano attraversando un buon momento”.

E quali difetti hanno, se ci sono?

“Il Toro incappa in qualche disattenzione che gli fa subire qualche gol di troppo. Forse capita per inesperienza visto che in difesa ci sono anche ragazzi giovani e ci sta che manchi un pochino di attenzione e precisione. Però entrambe le squadre non hanno particolari punti deboli. Anche il Bologna dietro ha ragazzi giovani che stanno maturando una buona esperienza e non hanno delle grandissime lacune”.

Forse l’handicap maggiore del Torino è il numero di infortuni?

“Sinceramente sì, gli infortuni stanno penalizzando. In generale si gioca un po’ troppo e infatti gli allenatori se ne lamentano perché capita che abbiano anche solo un giorno per preparare la partita. E senza allenamento diventa tutto più difficile perché si gioca in continuazione e i ritmi sono abbastanza sostenuti per cui è facile che i giocatori vadano incontro a infortuni muscolari come sta accadendo al Toro. Se non ci si riesce ad allenare bene, se non si recupera e non si riposa poi gli infortuni capitano più frequentemente. Bisognerebbe trovare il modo di giocare un po’ di meno. E’ vero che il Torino non disputa le coppe internazionali e sotto questo aspetto è più avvantaggiato, ma quando capitano i periodi che nell’arco di venti giorni o un mese si gioca ogni due-tre giorni alla fine qualche problema viene fuori. Non so però perché al Torino ci siano tanti infortuni e quasi tutti muscolari”.

Un altro problema dei granata è che segnano un po’ poco e adesso per la seconda volta Belotti è infortunato.

“Non aver avuto al cento per cento Belotti dall’inizio della stagione fino ad oggi è un notevole handicap. Un giocatore così forte che è stato fuori ed è ancora indisponibile per moltissime partite ha inciso molto. Ma devo dire che il Torino le occasioni da gol le crea, arriva in area avversarie e tira in porta. In alcune circostanze c’è stata un po’ d’imprecisione però la cosa importante è arrivare al tiro in porta. Ci sono mementi in cui è più facile trovare la via del gol, ma resta confortante il fatto che ci sia produzione di gioco offensivo e che i giocatori arrivino a tirare in porta. E poi segnano in tanti, anche se nessuno finora ha realizzato molti gol. Pjaca e Zaza sono stati infortunati e anche Praet, oltre a Belotti per cui finora in molti in attacco non sono stati al cento per cento, ma è rilevante che i granata arrivino sempre nell’area di rigore avversaria poi per un motivo o per un altro, per imprecisione o poca scaltrezza, alle volte non concretizzano”.

Che cosa si aspetta dalla partita fra Torino e Bologna?

“Che sia una bella partita perché anche per le caratteristiche di Mihajlovic e Juric, che hanno sempre voglia di giocarsi e vincere la gara su qualsiasi campo giochino, si potrà vedere una gara piacevole.                         E come dicevo prima, il Bologna ha una buonissima classifica ed ambisce anche a migliorarla e il Toro, che è un pochino più indietro, farà di tutto per vincere per dare un impulso al proprio campionato e alla classifica ricollocandosi in una posizione più consona anche per il gioco che ha espresso finora”.

Lei che si occupa di scouting ha qualche consiglio da dare la Torino per il mercato di gennaio?

“Prima di sentirci stavo guardando una partita del campionato croato, il Torino ha giocatori forti e persone preparate per cui sanno loro che cosa devono fare”.


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