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DUE ESONERI E TRE PANCHINE TRABALLANTI. DOPO APPENA UN MESE DI CAMPIONATO IN ALCUNE PIAZZE LA PAZIENZA È GIÀ AL LIMITE. IN BARBA AI PROGETTI

di Tommaso Maschio
DUE ESONERI E TRE PANCHINE TRABALLANTI. DOPO APPENA UN MESE DI CAMPIONATO IN ALCUNE PIAZZE LA PAZIENZA È GIÀ AL LIMITE. IN BARBA AI PROGETTI

Siamo poco oltre la metà di settembre (quattro le gare giocate), il mercato si è chiuso da appena due settimane eppure in molte piazze di Serie C la pazienza sembra già essere arrivata al limite con già due esoneri (a Cava dei Tirreni e a Monopoli) e almeno tre situazioni da tenere sott'occhio come quelle di Bari, dove Fabrizio Castori è in pole per sostituire Giovanni Cornacchini, Rieti, con Sandro Pochesci pronto a subentrare a Alberto Mariani, ma in corsa ci sono anche Agenore Maurizi, Eziolino Capuano e Davide Dionigi, e Trieste, anche se la società ha ribadito la fiducia in Massimo Pavanel.

La solita vecchia storia verrebbe da dire perché ormai la Serie C, ma le altre due serie maggiori non son da meno, ci ha abituato a un vorticoso cambio di allenatori – a volte con anche tre-quattro cambi nell'arco di una stagione – a dispetto della parola progetto sempre più abusata nel corso dell'estate e poi puntualmente disattesa ai primi risultati negativi o non in linea con quanto, legittimamente, auspicato dalla società o dalla piazza. Decisioni che in certi casi lasciano perplessi come quella del Monopoli dove a Giorgio Roselli non è stato dato tempo di lavorare con la squadra uscita dal mercato visto l'esonero arrivato a pochi giri d'orologio dalla chiusura delle finestra di trasferimenti estiva e dopo appena due gare in cui i pugliesi avevano raccolto tre punti. Ma anche in casa Bari sembrano assurde le critiche nei confronti di un Cornacchini che ha comunque conquistato sette punti in quattro gare alla guida di una squadra da tutti etichettata come corazzata, ma comunque molto cambiata rispetto a un anno fa con tutti i problemi di amalgama da trovare e schemi da rodare che vi sono in questi casi. Stessa cosa dicasi di Trieste dove Pavanel, che vanta un credito importante dopo lo scorso campionato, ha dovuto rivitalizzare in estate una squadra scottata dalla sconfitta nella finale play off contro il Pisa.

Dopo appena un mese di campionato mettere in dubbio il lavoro di un'intera estate e anche di più in alcuni casi appare piuttosto incomprensibile, per non dire assurdo. Servono pazienza e tempo per ottenere i risultati attesi e un po' di fiducia nelle scelte operate a inizio estate con la scelta del tecnico a cui si è deciso di affidarsi. Poi in una stagione lunga come quella della Serie C il tempo per riflettere ed eventualmente cambiare non mancherà di certo.


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