Vicenza, da capitano a fuori rosa. Per Brighenti sarà un brutto addio

di Tommaso Maschio
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"Brighenti ha chiuso con il Vicenza non giocherà in biancorosso, neanche se nessuna altra squadra dovesse acquistarlo". Con queste parole il presidente del Vicenza Alfredo Pastorelli ha clamorosamente annunciato di aver messo fuori rosa il capitano veneto chiudendo così la storia che era iniziata nel gennaio 2012 quando il difensore classe '89 venne prelevato dal Viareggio, allora il C1, esordendo il giorno successivo al suo acquisto. Da allora tre stagioni, con un anno passato al Chievo Verona senza mai vedere il campo, 96 partite condite da cinque reti e la fascia da capitano al braccio.

Una storia che sembrava dovesse continuare ancora con un accordo per il rinnovo biennale raggiunto e firmato, ma non controfirmato dal presidente Pastorelli, che invece si interrompe nel peggiore dei modi. Nicolò Brighenti, allettato dalle sirene della Serie A - proprio di quel Chievo Verona in cui non aveva lasciato traccia - chiede di non giocare le prime amichevoli stagionali facendo andare su tutte le furie la dirigenza con il presidente che appena due giorni fa sulle colonne del Giornale di Vicenza parlava così: "Dico che abbiamo sentito tradita la fiducia che avevamo riposto in lui, dire che non ci saremmo mai aspettati un comportamento del genere è ancora poco, perché chiedere per due volte di non giocare quando sei il capitano è ancora più grave". 48 ore dopo, mancando una risposta da parte del diretto interessato tesa a chiarire le proprie motivazioni, arriva l'estromissione dalla rosa della squadra di Lerda.

Molto probabilmente il primo passo verso l'addio durante questa finestra di mercato. Dopo tre stagioni e mezzo si consuma nel peggiore dei modi il divorzio fra il Vicenza con Brighenti che in poche settimane è passato da capitano e cardine della squadra a reprobo.


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