Frosinone, Salvini: "I risultati non possono essere definiti negativi"

di Marco Frattino
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Ernesto Salvini, Direttore dell’Area tecnica del Frosinone, ha affrontato alcuni temi legati al club ciociaro attraverso le frequenze di Radio Day.

Direttore Salvini, tra la gara giocata a Novara e quella che verrà con il Palermo, come sta il Frosinone e come sta trascorrendo la settimana la squadra? “Sarebbe fin troppo facile fare l’elenco delle scusanti di questo momento che possiamo definire negativo solo per i 90′ di Novara, dove non c’è possibilità di accamparne. Sia per merito dell’avversario e sia per una serata storta di qualcuno dei nostri, trasformata poi in serata storta per tutti. Però, credo che sia opportuno tenere in considerazione un fatto: sicuramente non sarà sfuggito che, dalla prima gara di campionato, il tecnico non ha potuto mettere in campo la stessa formazione. Per un motivo o per un altro. Questo allenatore ha dovuto affrontare le prime sei gare in trasferta, ha dovuto cambiare assetto tattico e rimodulare i piani tattici dell’estate. I risultati non possono essere definiti negativi. Se mettiamo in conto tutto, questo è un buon punto per ripartire necessariamente. E poi se la squadra appare troppo brutta non si può che migliorare”.

Cosa significa la mancanza di gol delle ultime tre partite? “Credo che per quanto riguarda la partita con la Cremonese, viene facile dire ‘se ci fosse stato Ciofani’. La squadra ha giocato a lungo molto bene, con Daniel avrebbe sfruttato sicuramente un certo tipo di occasioni. C’è stata imprecisione, è vero. E poi dobbiamo fare un’altra considerazione: il professionista, l’attaccante che fa gol nello stadio nuovo sicuramente può provare un certo brivido considerato appunto che era la gara di esordio. Se la squadra c’ha messo un po’ di tempo a carburare molto è dovuto proprio a quella sorta di emozione che prende tutti quando si sale su un nuovo palcoscenico. Tutto sommato, se andiamo a fare i conti da quando è iniziata la stagione ufficiale, quella di domenica sera a Novara è stata la prima partita non giocata”.

Nonostante tutto, primi in classifica. E leggendo proprio la classifica ritiene che il campionato sia livellato in basso? “Ci sono due analisi da fare. La prima: in questa stagione stiamo viaggiando come negli altri campionati ma, al momento, non si è materializzata la squadra rivelazione che ha creato il vuoto. Io credo che il livellamento di quest’anno sia verso l’alto, piuttosto. Il Frosinone è costruito nella testa di tutti per essere competitivo ma bisogna fare i conti con eventuali sorprese. Ecco perché il campionato per me è livellato in alto, al contrario”.

Quali sono le variabili che incidono di più in un campionato come questo? “Nessuna squadra in nessuna categoria ho ragione di credere abbia ottenuto un risultato finale senza essere accompagnata da situazioni altalenanti, al di là dell’esito finale. Voglio ribadire che non siamo stati fortunatissimi, per l’impossibilità di giocare per due volte con la stessa squadra. Il progetto-squadra è nato su due capisaldi: cercare di far rendere al massimo questo gruppo e sul coraggio del tecnico di mettere in campo i tre pezzi dell’attacco insieme. Magari un tecnico meno coraggioso e più metodico avrebbe detto: due giocano e uno va in panchina, con un modulo più sereno e meno rischioso. Bisogna dare atto al tecnico di mettere sempre in campo i migliori. Ma l’operazione di rodaggio è stata minata nella sua evoluzione da queste assenze che ci hanno impedito di concludere un certo discorso. Se parliamo di componenti esterne, quando una squadra arriva al suo obiettivo significa che si sono verificate anche delle contingenze positive, inclusa l’integrità dei giocatori. Ho visto squadre con 15 giocatori importanti vincere tutto e squadre con 25 giocatori che non ha ottenuto risultati per i troppi infortuni”.


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