Un perdente di successo. De Zerbi, gioco e cuore per il Sassuolo

di Marco Conterio
Foto Articolo

Foggia. Palermo. Benevento. Sassuolo è il Bentornato al Nord per Roberto De Zerbi, figlio di Brescia ma al quale il Meridione è entrato nel sangue, nelle vene. I vagiti da tecnico li vive a due passi da casa, in Serie D, al Darfo Boario. Patentino da tecnico conseguito nel novembre 2012, inizia al Foggia con un 4-3-3 dal sapore spagnolo. Palla al piede, palla a terra. Due capisaldi e dogmi del suo credo tattico che lo fanno entrare nelle grazie di Arrigo Sacchi, che gli fanno pure conquistare appellativi importanti come potenziale Guardiola d'Italia. Senza scomodare i profani santi del calcio mondiale, lo champagne offerto dal suo Foggia è di quelli che fa infiammare i tifosi anche se fallisce poi il salto in Serie B. A Palermo l'avventura è un sussulto, un singhiozzo spezzato dalle ire di Maurizio Zamparini. A Benevento sale sul Titanic dove, però, d'orgoglio la sua orchestra resta a suonare fino all'ultimo minuto. La salvezza era chimera e questo resta, ma evidenemente il suo gioco e lo spirito di sacrificio nonostante l'iceberg della retrocessione fosse stato già colpito ha conquistato Giorgio Squinzi e il Sassuolo. Perdente di successo. In Emilia, De Zerbi ha la possibilità di scrollarsi dalle spalle un'etichetta pesante.


Altre notizie
Mercoledì 18 Luglio 2018
Utilizzo dei Cookie
PROSEGUO
Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione e per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Proseguendo con la navigazione acconsenti al loro uso in conformità alla nostra Cookie Policy