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TMW RADIO - Calori: "Lazio-Roma? Spesso chi è più indietro in classifica vince il derby"

di Dimitri Conti
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L'allenatore Alessandro Calori ha parlato in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dal derby della Capitale di questa sera: "Nei derby generalmente non c'è un favorito ma succede spesso che chi è sotto in classifica abbia più possibilità di vincere, e non saprei neanche il perché. La Roma sta facendo un campionato interessante, forse inaspettato, mentre la Lazio ha sprecato energie per inseguire il traguardo Champions e ora si devono un po' ritrovare. Bisogna essere anche abituati a giocare in più competizioni".

Si aspettava un inizio così della Roma?
"No, al pari del Milan. Stanno facendo un campionato importante con merito: bravo l'allenatore a sfruttare le caratteristiche dei suoi giocatori, anche in ruoli diversi. Hanno tanta qualità, e tra le linee fanno le cose migliori".

La scelta di El Shaarawy di andare in Cina è stata affrettata?
"Secondo me è stato poco valorizzato, lo ricordo anima del Milan, a tenerlo a galla grazie ai suoi gol. Per essere protagonista nel Milan devi avere un potenziale importante, e a Roma l'ha confermato: poteva fare qualcosa in più perché l'ha nelle corde. Poi ha deciso di andare a fare questa esperienza, penso sia stata anche una scelta economica... Non voglio giudicare, ma se torna in Italia per me può ancora dare tanto. Chi è capace di saltare l'uomo, nel calcio, ha sempre spazio".

Più sorpreso del primo posto del Milan o della Juventus in ritardo?
"Tutte e due. Al Milan hanno fatto un lavoro veramente certosino, si pensava che avrebbero cambiato allenatore: lì Pioli ha tenuto duro, e gli hanno inserito un fuoriclasse che ha coperto la crescita di questi ragazzi, aiutati dall'assenza di pubblico. Ricordo che prima di marzo Kessie e Calhanoglu non erano ben visti a San Siro, mentre questo azzeramento ha dato loro forza. Sono giovani, intensi e vogliono emergere: in testa ci sono meritatamente, e non pensavo. Grande merito al lavoro. Sulla Juve: con Pirlo ho giocato ed è un amico, non ha mai avuto esperienza da allenatore e se lo scegli gli devi dare tempo di poter crescere ed entrare in una squadra abituata a vincere da dieci anni. Lo può fare con l'aiuto dei campioni che ha la Juve, secondo me ancora la migliore rosa in Serie A".

All'Udinese manca ambizione nelle scelte?
"Sicuramente qualcosa è cambiato, prima sfornava giocatori... Poi è stata presa la scelta societaria di acquisire prima il Granada e poi il Watford, la visione si è ingrandita. Intanto il primo grande risultato è stato quello di mantenere sempre la Serie A: di ambizioni per emergerne puoi averne, poi non sempre trovi i giocatori giusti. Il De Paul di oggi ci ha messo anni a diventare importante, il punto è che anni fa ce n'erano tanti come lui, e c'era sempre qualcuno pronto a prendere il suo posto".

Chi il più forte con cui ha mai giocato?
"Baggio. Ci sono stati anche Pirlo, Guardiola, Bierhoff, Materazzi... Però dico Baggio: è il calcio e su questo non ho dubbi".

Anche in base alla sua esperienza, come giudica la Serie C attuale?
"A volte si innescano meccanismi imprevedibili. Puoi essere un programmatore, ma quando vedi che non hai risorse devi saperti inventare, ci vuole di essere trasformisti perché si incontrano situazioni non definite. Spesso c'è superficialità. A Trapani avevo il Comandante, che ha quasi portato la squadra in Serie A ma che voleva lasciare il club. Sai che non puoi sbagliare, e può succedere di tutto... In Serie C andrebbe rivisto qualcosa, andrebbe supportata o avrà sempre dei problemi e questo non è calcio: si vedono società che iniziano ma non finiscono, e per chi ci vive è anche umiliante. Chi sa come funziona quando metti il naso in certe situazioni si accorge che non è semplice".

Si aspetta un Monza stile Benevento?
"Potrebbero farlo, perché tecnicamente sono senza dubbio i più forti. Questo non significa che debbano stravincere... All'inizio hanno fatto fatica, ora si stanno calando nella Serie B, e se prendono confidenza con la categoria i valori si vedono. L'Empoli è un'altra squadra che potrebbe fare bene, il loro percorso è interessante. Credo la lotta sia tra queste due, e immagino che Berlusconi e Galliani aggiungeranno qualcos'altro a ciò che già di grande hanno".

Fa piacere o no essere ricordato spesso per quel gol che tolse lo Scudetto alla Juve?
"Essere ricordato solo per quello mi dà fastidio, perché ho fatto altre cose, come portare il Portogruaro in Serie B... Per me il tempo non si è fermato a quel gol, ma per tante persone forse sì".


Alessandro Calori intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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Domenica 28 Febbraio 2021
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