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Spezia, Macìa: "Soddisfatti dal mercato, Shomurodov un'opportunità. Poste le basi per il futuro"

di Niccolò Pasta
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A margine della conferenza stampa di Raimonds Krollis, il chief football operations dello Spezia Eduardo Macìa ha tracciato un bilancio del mercato svolto dal club spezzino: “È stata una sessione lunga, il mercato si è aperto a gennaio ma il lavoro lo abbiamo cominciato in anticipo. È stata lunga e pesante, ma siamo abbastanza soddisfatti. Non possiamo dire che tutto sia perfetto, ma siamo abbastanza soddisfatti. Dal punto di vista tecnico abbiamo concluso quello che aveva previsto, dal punto di vista finanziario siamo andati in positivo, cosa che ci permetterà di lavorare anche per il futuro”.

Un punto sulla competitività della rosa.
“Tutti i reparti sono equilibrati, abbiamo aumentato gli attaccanti con Krollis e Shomurodov, abbiamo inserito centrocampisti con caratteristiche che non c’erano come Cipot e Zurkowski. Wisniewski ci dà più velocità, Zoet si è infortunato e abbiamo preso Marchetti che ha molto entusiasmo, oltre a dare un grande aiuto nello spogliatoio. Si può sempre migliorare ma siamo soddisfatti, con i nostro lavoro abbiamo colmato alcune lacune”.

Shomurodov in prestito, anche se non era nei piani societari.
“Non sono favorevole ai prestiti, ad eccezione di situazioni particolari. Abbiamo preferito investire su Esposito, Wisniewski, Zurkowski, ma ad un certo punto diventa difficile alzare il livello in un ruolo specifico. Lì nasce il mercato delle opportunità, che ti permette di avere occasioni come mi è successo a Liverpool con Mascherano e anche da altre parti. Abbiamo impostato un mercato anche in vista del prossimo anno. Tranne Shomurodov sono tutti acquisti di proprietà e a luglio saranno tutti nostri giocatori, di proprietà. È un mercato di costruzione, non di riparazione. Ogni sessione è un’opportunità per costruire, ci piace avere fondamenti e la società in questo ci permette di alzare il livello in proiezione. Cambiare tanti calciatori porta instabilità e può portarti a sbagliare, e quando sbagli vai in fondo. Meglio mettere una base forte, crescere in personalità e alzare il livello pezzo per pezzo. Se qualcuno va via dobbiamo cambiare, non sostituire uomo su uomo. Andato via Kiwior, Caldara prende più protagonismo e così via”.

Un mercato per il futuro.
“Dal primo giorno di gennaio avevamo chiaro come impostare il nostro piano strategico. È vero che le trattative sono difficili, anche convincere un calciatore a venire non è facile. Su questo abbiamo lavorato tanto, anche per far venire Krollis. Abbiamo battagliato con un grande numero di società importanti, dalla Germania all’Olanda e il Belgio. Non c’eravamo solo noi. La nostra forza è stata convincere i calciatori a venire qui, i calciatori sono stati le nostre scelte. Noi li volevamo e li abbiamo convinti, abbiamo lottato per lui. È un cambiamento importante di mentalità, credere di poter arrivare a certi giocatori. Shomurodov è un esempio, quando abbiamo telefonato la prima volta sembrava uno scherzo, anche perché c’erano tante società. Ne abbiamo parlato un po’ e ha deciso lui di venire, nessuno lo ha spinto o obbligato. Il primo incontro è stato devastante, ma questo deve essere il nostro percorso sempre. Ci siamo detti: “Al massimo ci dicono di no”. Ci hanno detto no, ma poi abbiamo continuato. La nostra credibilità è far capire a calciatori e procuratori che il nostro è un progetto vero in cui puoi diventare importante. Noi siamo a disposizione se tu non trovi spazio alla Roma, ci aiuti e noi aiutiamo noi. Eldor, così come Krollis, ha una personalità importante. Hanno una personalità forte. Shomurodov è un’icona nel suo paese, tutto il mondo li guarda e loro lo sanno con responsabilità. Per farvi capire, domenica ci sarà il presidente della federcalcio lettone per vedere Krollis, e questa cosa ti fa capire la loro testa come deve lavorare. Non sono solo calciatori, sono personaggi solidi”.

Verde è rimasto.
“Verde è un calciatore molto importante per noi e per questa società. Ha talento, fa la differenza, è in una fase di miglioramento per il suo stato fisico. È un calciatore che tante società, importanti, considerano. Non sta trovando spazio, normale si interessino, ma noi volevamo tenerlo perché lo reputiamo importante per oggi e per il futuro”, spiega Macia, prima di rispondere ad una domanda sul protagonismo delle Aquile sul mercato, che lo ha eletto a Regina della sessione: “Qua in Italia piace molto dire queste cose, ma noi non lavoriamo così. Ci preoccupiamo a migliorare un progetto tecnico. Ho sempre parlato di identità, atteggiamento, su questo tutti i pezzi che abbiamo portato sono pezzi che danno il contributo per migliorare, alzando l’asticella di personalità e identità. Tutti quelli che sono arrivati danno un contributo. È bello vedere come i ragazzi si sono integrati subito, anche se vengono da altri mondi, ma sembrano qui dal primo luglio. È facile collegare le teste se la personalità è alta e se capiscono il calcio. Cito ha fatto l’esordio dopo una settimana di allenamento, arriva dal Mura e a 19 anni dopo sette giorni gioca in Serie A con il Bologna. Sono sintomi di personalità, cose che abbiamo voluto mettere”.

Un punto su Kiwior.
“Con onestà posso dire che abbiamo provato a far restare il calciatore, ma alla fine dobbiamo capire l’opportunità per il ragazzo e per il prestigio della nostra società. Nel nostro percorso di crescita queste cose accadranno, speriamo che nel nostro percorso di crescita potremo affrontarle anche in altri modi. Jakub non ci ha mai chiesto di andare via, è sempre stato sereno, ma anche noi come società gli abbiamo detto che era una grande opportunità anche per lui. La società ci ha detto che la decisione era nostra, non c’erano discorsi di capitalizzare, ci hanno detto di gestirla come meglio credevamo”, spiega Macia, prima di lasciare la parola al ds Stefano Melissano: “Avevamo già operato a prescindere da Kiwior, perché la proprietà ci aveva dato risorse. La cessione non era in preventivo fino a che non si è scatenata la trattativa, non c’era la necessità di vendere perchè siamo una proprietà solida. La famiglia Platek è una garanzia quando abbiamo bisogno. Con o senza Kiwior avremmo operato allo stesso modo”.

Un punto sulla difesa.
“Negli ultimi due-tre anni si è alzata l’intensità, e alzandosi ci sono più infortuni. Con il calcio fermo non ci sono infortuni, in Premier c'è tanta intensità e ci sono tanti infortuni. Le cinque sostituzioni per fortuna sono rimaste, altrimenti sarebbe devastante. Non siamo preoccupati, se non gioca uno gioca un altro. Vediamo come lavora la squadra in settimana e non ci sono segni di cedimento. Holm gioca in un modo, con Amian si gioca in un altro. Così come Ekdal, Bourabia, ma l’identità è sempre più importante. Per quanto riguarda la difesa dico che siamo veramente forti, tanto che Ampadu gioca a centrocampo perché dietro non possono giocare tutti. C'è Nikolaou, Amian, Caldara, è un reparto importante. Anche Amian può fare il quinto o il terzino, Caldara non aveva molto spazio e ora è un calciatore importante. È veloce, aggressivo, imposta da dietro, lo avete visto. Non è che un calciatore va sostituito con un altro, puoi trovarne uno che ti dà diverse alternative e possibilità. Ampadu è un centrale, gioca a centrocampo. Stiamo preparando calciatori che stanno arrivando dalla Primavera. Gli allenamenti a porte chiuse non vi permettono di vedere tutto, ma è un percorso di integrazione come abbiamo fatto con Beck”.

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Giovedì 2 Maggio 2024
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