Ranieri su De Rossi: "Servivano altri toni. Da tecnico lo avrei tenuto"

di Tommaso Bonan
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Intervenuto in conferenza stampa in vista della sfida contro il Sassuolo, il tecnico della Roma Claudio Ranieri ha avuto modo di parlare in maniera approfondita dell'addio di De Rossi ai colori giallorossi: "Io non conosco i progetti di Pallotta per quanto riguarda il futuro, perché sicuramente non ne hanno parlato con me, sapendo che io tra due partite me ne vado. Credo che in ogni società di calcio ci siano dei ricambi, per cui ci sta che alcuni punti di riferimento se ne vadano. Forse però a De Rossi, essendo il capitano ed il simbolo, gli andava comunicato in altri termini, dando a lui il modo di pensare bene e questo non è stato fatto. È la legge del calcio, però: la società vuole cambiare qualcosa e lo fa. Come in alcune occasioni sono i calciatori a voler andar via, altre sono le società a scegliere allenatori, direttori sportivi e giocatori. Considerando però cosa rappresenta il capitano della Roma per i tifosi, con una considerazione più attenta si sarebbero fatte delle scelte diverse".

Cosa avrebbe detto a De Rossi se fosse stato un dirigente? "Che cosa avrei fatto? Io sono allenatore. Se mi fosse stato chiesto in quanto allenatore cosa fare con De Rossi, io avrei detto che lo voglio, perché so che giocatore e che uomo è. Che capitano è".

L'importanza di De Rossi secondo Ranieri? "Si parla sempre di leader, ce ne sono vari tipi: quelli da social, da giornali, ecc. Daniele è un allenatore in campo, è l'uomo con il quale puoi parlare e lui ragiona con una mentalità collettiva, non pensando al suo ritorno personale. Questo è quello che vuole ogni allenatore".

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Giovedì 23 Maggio 2019