Qualificazioni americane, quanti dubbi: dal non gol del Panama a Falcao

di Andrea Losapio
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Ve lo ricordate Lennat Johansson, alla vigilia di Svezia-Danimarca 2-2? "Vigileremo, non ci saranno accordi. Non si tratterebbe di un pareggio qualsiasi perciò l'accordo è decisamente complicato". Risate di sottofondo per quello che poi è successo, perché il risultato, alla fine, si rivelò proprio quello in grado di fare due feriti piuttosto che un morto. Ecco, a pensar male si fa ovviamente peccato - come nel 2004 - ma alle volte ci si azzecca. Quello che è successo nelle due America fa, quantomeno, rimanere perplessi.

GIRONE CONCACAF - Partendo dall'assunto che bastava una vittoria agli USA per andare ai Mondiali, e che con Trinidad&Tobago si sia assistito a una sorta di suicidio sportivo, le altre due partite si sono svolte con lo stesso canovaggio. Vantaggio per il Costa Rica, già qualificato, contro Panama. Scandaloso - sarebbe da scrivere a lettere cubitali - gol regalato a Panama da parte di arbitro e guardalinee. Straordinario regalo (anche qui, in maiuscolo) sul 2-1, con il difensore che si perde l'attaccante avversario su una sponda apparentemente innocua, spalancando la porta per la qualificazione panamense. Arbitraggio discutibile pure per l'Honduras, con gli ultimi due gol dei centramericani viziati prima da un fallo evidente, poi da un fuorigioco che c'è, dopo il 2-1 del Messico.

GIRONE CONMEBOL - Fa il suo dovere il Brasile, che distrugge il Cile (la moglie di Claudio Bravo parla di alcuni compagni di nazionale più impegnati a far baldoria che a giocare), così come l'Argentina sconquassa un Ecuador che, in vantaggio dal primo minuto, va a esultare proprio sotto la panchina dell'albiceleste. Nei giorni antecedenti si parlavano di bustarelle e valigette per i giocatori ecuadoregni in caso di vittoria. Stessa cosa, ma meno "elegante", succede in Paraguay: il ct del Venezuela spiega che i suoi giocatori avevano ricevuto delle avance da parte di alcune signorine poco vestite. La Colombia va in vantaggio, vede il Cile andare sotto 2-0, prende gol su una punizione indiretta (Ospina tocca il pallone che altrimenti sarebbe stato innocuo) e finisce 1-1 con una grossa melina a centrocampo negli ultimi cinque minuti, con Falcao che parlotta con i difensori peruviani. E l'Uruguay? Avrebbe dovuto perdere 10-0. Forse un po' troppo.


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Martedì 12 Dicembre 2017
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