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Le grandi trattative dell’Inter - 2006, Adriano chiama Maicon: l’esterno impossibile

di Alessandro Rimi
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Nell’estate del 2006, l’Inter dopo diciassette anni si ritrova campione d’Italia in seguito all'assegnazione sub iudice dello scudetto post-calciopoli. Moratti scende per l’ennesima volta in campo e compra Maxwell, Grosso (l’uomo del mondiale), Vieira e Ibrahimovic. Torna pure Crespo. E, in aggiunta, dal Monaco, dopo aver visto sfumare l’affare nell’estate precedente, alla corte di Mancini arriva pure un certo Maicon Douglas Sisenando. Per gli amici solo Maicon. Etichettato in Brasile come l’erede di Cafù. Giocatore che Branca e Oriali, spinti dai consigli di Adriano, decidono di bloccare subito nel dicembre del 2005. Il Monaco vice campione d’Europa, incantato dalle prestazioni dell’esterno fresco vincitore del Brasileirão con la maglia del Cruzeiro, è bravo a portarlo in Francia per appena 3 milioni di euro. Partito nel ruolo di terzino, agli ordini di Deschamps evolve in ala, con Guidolin va spesso allo scontro per questa sua eccessiva tendenza ad avanzare. Al Mondiale tedesco il ct verdeoro sceglie al suo posto Cicinho. Il 25enne Maicon non la prende affatto bene. Non vede l’ora di iniziare la sua avventura in nerazzurro.

Quando nella Supercoppa vinta contro la Roma rileva Grosso, capisce che è il momento di convincere Mancini. Lo fa. In campionato il titolare è lui, con Zanetti traslocato a sinistra. L’Inter vuole andarsi a prendere il suo scudetto sul campo. Il Mancio a fine stagione (3 gol e 8 assist) lo nomina a miglior ala destra del pianeta. Vale già dieci volte di più dal suo arrivo nel Vecchio Continente. Ha già vinto tre titoli in un anno. E’ solo l’inizio. Mourinho se ne innamora, in futuro proverà invano a portarlo a Madrid. I suoi compiti non cambiano: terzino di base, ala a tutta fascia per sentimento e vocazione. Alla prima stagione con lo Special One segna 5 gol (inclusa la famosa doppietta al Siena che gli valse una vacanza prolungata in Brasile) e serve 7 assist. Quindi giunge l’anno dell’ogni cosa. L’Inter è una macchina perfetta con il suo esterno destro perfetto. Maicon infila il Milan, la Juventus, il Barcellona nella semifinale d’andata di Champions a San Siro. Galoppa come un matto, c’è sempre quando conta. Vince tutto. 11 titoli, per un “ricordo indelebile”. Così lo saluta il club quando, dopo 248 presenze nerazzurre, vola per 7,5 milioni (bonus inclusi) al Manchester City. E ora, un altro così, dova mai si riuscirà a beccarlo?

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