Kane, capocannoniere del Mondiale. Steccando la più importante

di Andrea Losapio
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Harry Kane, con ogni probabilità, sarà il capocannoniere di questo Mondiale. Centravanti straordinario, letale, cresciuto enormemente in quattro anni. Doveva andare al Livorno in prestito, finì al Leyton Orient, poi al Millwall, poi al Leicester, senza sfondare. Alla fine ce la fece, ma alla case base, nel Tottenham, nel 2014. Ventuno gol in trentaquattro presenze, alla prima, in un crescendo straordinario con oltre 50 gol stagionali in questa annata.

Capocannoniere del Mondiale, dicevamo. Ma stasera ha avuto, per due volte, la possibilità di segnare e giustiziare la Croazia. La prima al trentesimo, su magia di Lingard, prima spara davanti a Subasic e poi, a porta vuota, si fa rimontare dal portiere scaccorosso che, con una buona dose di fortuna, devia in una sorta di flipper vincente (per la Croazia). Poi, al novantesimo, stacca solo soletto all'imbocco dell'area di rigore, colpendo male il pallone e strusciandolo fuori.

Kane è certamente uno dei più formidabili attaccanti del pianeta. A venticinque anni finirà al Real Madrid, se - come Bale - si dovesse scoprire. Centoventicinque milioni di euro la sua valutazione. Peccato avere steccato una delle più importanti partite della sua vita per ritornare in finale di Mondiale, dal 1966.


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