Il triste addio negato a Sorrentino: l'altra faccia del ChievoVerona

di Gaetano Mocciaro
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Se oggi pomeriggio è stato celebrato con tutti gli onori del caso Sergio Pellissier, bandiera del ChievoVerona che dopo 17 anni di onorato servizio in gialloblù appende gli scarpini al chiodo, dall'altra parte c'è il coetaneo Stefano Sorrentino, che ha chiuso la sua esperienza veronese in un modo decisamente diverso. Non nascondendo il disappunto:

"Mi sarebbe piaciuto indossare questi guanti domani. Salutare i tifosi, i compagni. 271 presenze con questa maglia. Mi sarei immaginato un finale diverso. Un finale con ‘Gli occhi della Tigre’. Ma oltre gli uomini, c’è la maglia. Per questo dico e dirò sempre: GRAZIE CHIEVO!"

Otto stagioni in due parentesi, con sette salvezze centrate. Con altri obiettivi che il portiere si era posto. A dispetto della carta d'identità l'intenzione era quella di continuare, cercando di arrivare a 400 partite nel massimo campionato (attualmente ne ha 363) e valutare a fine anno il suo rapporto, ritenuto a marzo splendido, con la società.

Il Chievo non è stato dello stesso avviso e dal 14 aprile, data che ha sancito l'aritmetica retrocessione, ha deciso immediatamente di voltar pagina: via gli over 30 come Giaccherini, Rossettini, Djrdjevic. E anche Sorrentino, nonostante la sua lunghissima militanza in gialloblù.

Una decisione netta e traumatica, quella di aver negato a un professionista che tanto ha dato alla squadra anche l'occasione per salutare il suo pubblico. Un tristissimo paradosso, in un giorno che ha visto la famiglia Chievo salutare commossa Sergio Pellissier.


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Martedì 25 Giugno 2019