ESCLUSIVA TMW - Torrente: "Genoa, col patto Perinetti-Juric si può svoltare"

di Stefano Sica
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Dalla situazione difficile che sta vivendo il Genoa (che oggi ha presentato il nuovo Dg, Giorgio Perinetti) alle recenti trattative che lo hanno portato ad un soffio dal rientro in panchina. Sono tanti gli argomenti affrontati da TuttoMercatoWeb con Vincenzo Torrente che, analizzando l'andamento delle big in serie C, ritiene l'Alessandria pienamente in corsa per la vittoria finale del campionato nonostante l'inizio complicato.

Gubbio-Cosenza-Catanzaro: le richieste per lei non sono di certo mancate...
"Gubbio è una città in cui ho vinto tanto e che porterò per sempre nel mio cuore. Avevano pensato a me già in estate e questo mi ha onorato tantissimo. Purtroppo in entrambe le situazioni mancavano i presupposti in quanto avevo chiesto una programmazione pluriennale su cui gettare delle basi. A Cosenza non si è trovato l'accordo al primo incontro, ma la sera stessa si erano raggiunti dei punti di intesa decisivi. Nella mattinata seguente, quando avremmo dovuto procedere alla firma, sono cambiati di nuovo i parametri generali e a quel punto non ho potuto più accettare. Col Catanzaro non c'è stato nulla di concreto. Io però continuo ad aggiornarmi ed aspetto sempre di rientrare al più presto".

Il Genoa riparte da Giorgio Perinetti.
"Un ingresso di lusso per la sua esperienza. C'era bisogno di qualcuno che desse fiducia a Juric: non dimentichiamo che Perinetti ha lanciato Conte a Bari e lo stesso Filippo Inzaghi a Venezia. Juric è un allenatore bravo che si potrà solo giovare del confronto con una persona esperta come Perinetti. Il Genoa paga comunque qualche infortunio di rilievo, penso a Lapadula o Veloso. Il rientro dei due, unito a quello di Izzo, consentirà alla squadra di tirarsi fuori da questa situazione. Tuttavia, al di là dei risultati, mi sembra che il Genoa si sia sempre espresso dignitosamente in campo".

L'inizio di stagione in serie B promette spettacolo e sorprese...
"In questo campionato si intravede un equilibrio ancora più marcato rispetto alle ultime stagioni. La B è sempre imprevedibile, difficile e appassionante. Palermo, Empoli, Frosinone e Bari sono a mio avviso le favorite assolute sebbene una buona impressione me l'abbia fatta anche il Perugia, nonostante le ultime sconfitte. Diciamo che queste cinque squadre hanno qualcosa in più rispetto alle altre, poi è sempre il campo che sentenzia. L'Avellino è una bella sorpresa perché sta puntando molto sull'esperienza di Novellino. In basso, con l'arrivo di un tecnico molto amato come Castori, il Cesena potrà tirarsi fuori. Anche loro hanno giocatori importanti e decisivi, penso a Cacia su tutti".

Neopromosse: il Foggia stenta più di tutte.
"Ma solo nei risultati, perché le prestazioni sono buone. La Cremonese è una squadra costruita certamente bene. Ha preso giocatori di categoria e di esperienza, è un gruppo quadrato che può fare molto bene. Il Venezia mi ricorda molto la Spal dell'anno scorso: è una squadra concreta che prende pochi gol. E anche il Parma ha le qualità per disputare una buona stagione".

Caso Palermo: il club lamenta il mancato rinvio delle partite alle quali non hanno potuto partecipare quei giocatori impegnati con le rispettive nazionali.
"E' la verità, sono stati penalizzati. Anche contro il Parma si sarebbe vista magari un'altra partita con l'organico a pieno regime. E' vero che ci sono delle regole, ma il Palermo ne sta uscendo danneggiato e credo che bisognerebbe venire incontro alle esigenze del club. Anche con lo spostamento delle gare. Fossi al posto di Tedino, sarei ugualmente arrabbiato".

Anche Sarri ha rimarcato la discrasia tra gli impegni delle Nazionali e il cammino dei club, specie quelli impegnati in Europa.
"Condivido totalmente la sua analisi, partendo dall'organizzazione della serie A. Ha ragione quando dice che tagliare le squadre partecipanti significherebbe privare molte piazze di un sogno. Al limite si potrebbe arrivare a 18 squadre, non oltre. Ed è giusto quando sostiene che, in questo modo, gli allenatori non riescono a portare avanti una settimana tipo di lavoro. Ma questo vale anche per i ct delle Nazionali i quali, se avessero effettivamente la possibilità di concentrare la loro attività in un periodo già stabilito, potrebbero dare un'impronta tecnico-tattica più marcata ai loro gruppi".

Nel girone A della serie C, la grande delusa è l'Alessandria.
"Però sono convinto che abbia tutte le potenzialità per cambiare marcia e lottare per il vertice. Adesso è in ritardo ma la squadra è forte e può scalare posizioni. L'importante è scrollarsi di dosso, quanto più in fretta possibile, le scorie della delusione dello scorso anno. Magari qualcuno della vecchia guardia avverte questo macigno psicologico. L'Alessandria, però, ha la forza per vincere dappertutto. E l'ultima partita vinta al 95' col Prato può essere il segnale della svolta".

In alto, comunque, c'è grande equilibrio.
"Il Livorno si sta confermando mentre il Pisa, dopo un inizio negativo, si è ripreso alla grande. Direi che queste due, insieme all'Alessandria, sono le mie favorite per la vittoria del campionato".

La leadership del Pordenone non è più una sorpresa dopo le ultime stagioni targate Tedino.
"In questo sta il merito della società: programmare e vedere lungo. E' simbolo di forza e organizzazione. Si dà continuità ad un certo tipo di lavoro senza soffrire di particolari pressioni. Tutto diventa così più facile. Un discorso simile lo si può fare per la FeralpiSalò, che è da anni tra i professionisti. Ma lo stesso Bassano si sta confermando ed è apprezzabile per la propria voglia di programmare. Il Gubbio non merita la posizione che ha e pian piano risalirà la classifica: del resto qualcosa si è già visto in queste due partite della gestione Pagliari. La favorita per me resta comunque il Padova: è la vera squadra da battere. Ha avuto un inizio difficile ma ha trovato poi una buona continuità di risultati. Vicenza e Sambenedettese possono sicuramente insidiarla. Il Vicenza stesso ha costruito una squadra per tornare subito in B ed è questo il mio auspicio: sono stato lì solo un mese ma affettivamente mi sono legato molto a quella maglia. E poi i tifosi meriterebbero questa gioia. L'anno scorso ho provato con tutte le mie forze a salvare la squadra, accettando una scommessa difficile proprio per il blasone di quella storia".

Nel girone C, il Cosenza avrebbe dovuto fare ben altro campionato.
"Vero, è una squadra di grande qualità che, comunque, non potrà prescindere da un buon piazzamento play-off. Ma questo girone è diverso dagli altri per la propria difficoltà oggettiva. Ci sono piazze calde e storie importanti. Penso a Lecce, Trapani e Catania, che sono le favorite principali per arrivare fino in fondo. Ma attenzione al Matera che ha un allenatore bravo e una squadra forte. Non escludo che possa lottare per vincere: c'è già il lavoro di un anno di Auteri e molti giocatori lo conoscono e hanno assimilato le sue idee. Alla lunga le sue squadre vengono sempre fuori".


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Martedì 12 Dicembre 2017
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