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È un Real stellare, l'Atalanta si arrende a Re Carlo: 2-0 e quinta Supercoppa!

di Patrick Iannarelli
Fonte: dall'inviato a Varsavia
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© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com

Dopo quel primo tempo giocato alla pari qualcuno aveva sperato a un mezzo miracolo, ma questa volta la sfida era complicata, ai limiti dell'impossibile. Si è visto in quelle due accelerate, difficile pensare ad altro quando il Real Madrid ha iniziato a giocare: l'Atalanta ci ha provato, è rimasta aggrappata, ma non è bastato per evitare il finale che tutti si aspettavano. Non sarà stata una favola, ma si chiude un altro capitolo incredibile della storia contemporanea di un club arrivato dalla provincia e in grado di dar fastidio pure al Madrid. Stavolta i sogni si sono infranti sul 2-0 targato Valverde e Mbappé, ma poco importa: la Dea non ha nessuna intenzione di fermarsi, soprattutto in Europa.

Partenza in affanno
Sarà stata l'emozione e un pizzico di timore reverenziale, sarà stato per le assenze e per una formazione praticamente obbligata, sta di fatto che l'Atalanta nei primi minuti ha faticato parecchio a trovare gioco e spazi, merito anche di un Real Madrid che sin da subito ha aggredito la gara con le migliori intenzioni di predicare calcio: alle merengues è mancato lo spunto negli ultimi sedici metri, soltanto un tiro di Mbappè - respinto col corpo da Hien - ha spaventato Musso nei primi venti minuti di gara.

Gara bloccata, 0-0 al 45'
La Dea si è aggrappata alla pazienza, col passare dei minuti si è visto un Real meno brillante fisicamente a causa di quei cinque giorni a disposizione per lavorare col gruppo al completo: a sfiorare il vantaggio è stata la squadra di Gasperini con un'azione partita da rimessa laterale, De Roon ha provato a mettere in mezzo un pallone che grazie alla deviazione di Militao è terminato sulla traversa. Subito dopo ci ha provato Ederson a trovare il jolly dalla distanza, ma il pallone si è perso sul fondo. Non è mancato nemmeno il brivido finale con Rodrygo, che solo davanti a Musso ha colpito la traversa.

Niente da fare
Il colpo di testa di Mario Pasalic all'inizio del secondo tempo, neutralizzato dal solito Courtois, è stato il lampo prima della tempesta: senza la forza del gruppo, ancora in fase di rodaggio, i blancos hanno sfruttato le giocate dei fenomeni e la qualità del singolo. Vinicius ha iniziato a saltare l'uomo, Mbappé e compagni hanno cominciato ad intasare l'area di rigore di un'Atalanta alle corde: nel giro di nove minuti sono arrivati due ceffoni che hanno riportato la Dea alla realtà risvegliandola dal sogno di uno sgambetto impossibile nella realtà.

I nerazzurri col passare dei minuti hanno iniziato a perdere certezze, il Real con la partita stappata ha iniziato a predicare calcio tra le linee, dipingendo il solito quadro che ha permesso ad Ancelotti di consolidare la propria figura nella leggenda del pallone: trentesimo titolo da allenatore e tantissimi saluti ai detrattori. Alla banda del Gasp restano i rimpianti di non aver potuto giocare un appuntamento storico al completo, ma un risultato simile deve essere soltanto un punto di partenza per la stagione che sta per iniziare.

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