Dov'è finito Piatek? Una prestazione alla Higuain

di Andrea Losapio
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Quanti palloni avrà toccato, durante Milan-Lazio, Krzysztof Piatek? Probabilmente, escludendo gli stop perché il pallone non era in gioco, uno solo. A metà secondo tempo, quando il risultato era già sull'1-0 per i biancocelesti, sugli sviluppi di un calcio di punizione. Sfera praticamente recapitata in fronte, per il più classico dei gol da bomber d'area di rigore, zuccata dritto per dritto e conclusione che finisce decisamente larga, almeno cinque metri lontano dai pali di Strakosha, mai impegnato dal bomber polacco.

Si può dire che Piatek, contro Acerbi, non sia mai andato in gol tra Genoa e Milan, nelle tre partite in cui lo ha sfidato. Ma la realtà è che il Milan ha una produzione di gioco insufficiente e insoddisfacente, finché c'è la possibilità di toccare un pallone e spedirlo in rete, tutto ok. Poi però Piatek, come tutti gli essere umani e gli attaccanti, non possono avere una mira da one shot one kill, anche solo per il calcolo delle probabilità. Ieri sera è sembrato il peggiore Higuain, l'ultimo, quello dopo il rigore sbagliato contro la Juventus. Non sarà solo colpa sua, come per il Pipita, derubricato a pacco dopo il gennaio di fuoco rossonero, con l'arrivo di Piatek e i gol consecutivi. Forse qualcosa andrebbe rivisto, non solo nell'attaccante titolare, anche se oramai è tardi.


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