Chievo, eternamente Pellissier: oggi capitano domani presidente

di Gaetano Mocciaro
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"Si scrive Sergio, si legge Chievo" recita uno striscione oggi al "Bentegodi". Perché nessuno Sergio Pellissier rappresenta il ChievoVerona. Arrivato nel 2002, al secondo anno di Serie A dei mussi volanti, Pellissier ha condiviso tutto: salvezze sofferte, la qualificazione in Champions League, le due retrocessioni. E nella prima, nel 2007, è rimasto al suo posto, prendendo la mano la squadra e riportandola in Serie A a suon di gol.

Sergio Pellissier è il giocatore più presente della storia del Chievo e il massimo marcatore della squadra in Serie A e nei campionati professionistici in generale. Commosso, ha definito questo giorno come "Il più brutto e anche il più bello della mia carriera". Perché se è vero che si chiude una carriera e arriva in un pomeriggio piovoso con la squadra retrocessa, l'amore del pubblico che è accorso al "Bentegodi" e anche dei suoi ex compagni e allenatori, da Delneri a Eriberto, giunti oggi per lui, ne ha riscaldato il cuore. Come commovente è stato il pasillo fatto dai calciatori alla sua uscita dal campo alla sua uscita dal campo nel bel mezzo della partita.

"Si scrive Sergio, si legge Chievo" recita lo striscione. Niente di più aderente alla realtà. Perché se da una parte dopo 17 anni di onorato servizio il capitano non sarà più un giocatore dei clivensi, dall'altra è pronto a proseguire il legame col club in un altro ruolo. Ad annunciarlo proprio il presidente Luca Campedelli, che è pronto di affidargli la presidenza operativa.


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Martedì 25 Giugno 2019