Chievo, Di Carlo: "Da domenica aspetterò la chiamata del presidente"

di Pietro Lazzerini
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Domenico Di Carlo, allenatore del Chievo, ha parlato in conferenza stampa in vista dell'ultima partita della stagione contro il Frosinone:

Come è stato l'ultimo allenamento?
"Siamo un po' in emergenza in difesa. Per il resto la squadra si è preparata all'ultima partita come nelle ultime settimane. La squadra dopo la retrocessione ha fatto cinque punti in cinque partite e quindi faccio i complimenti alla squadra. Abbiamo lanciato dei giovani che però hanno dimostrato di essere pronti. Il percorso è stato fatto bene con grande professionalità. Mi rende orgoglioso nonostante l'amarezza della retrocessione. E' la partita più difficile dell'anno ma cercheremo di finire nel migliore dei modi".

Lei come vive questa ultima partita?
"E' una gara di Serie A e va rispettata in quanto tale. Io la vivo come una motivazione straordinaria perché allenare in Serie A è questo. L'obiettivo è prenderci i tre punti".

Come sta vivendo questi giorni d'attesa relativamente al futuro del club?
"Un primo step è successo con l'addio di Romairone. Voglio ringraziarlo per il lavoro svolto con me. E' la società che deve giudicare il suo lavoro, io gli faccio l'in bocca al lupo. La settimana prossima attenderemo quelle che sono le potenziali chiamate del club. Da domenica i giocatori saranno liberi e io andrò a casa in attesa della chiamata della società".

Lei ha continuato ad aspettare il Chievo?
"Con il presidente ci siamo dati delle scadenze sulla parola. La prima scadenza è già avvenuta un mese fa, la seconda è la fine del campionato. Aspetterò, a casa, i programmi della società".

Lei avrebbe già delle idee per affrontare eventualmente la B?
"E' un discorso troppo avanzato, è prematuro. A oggi la società non ha un ds e quindi bisogna prima capire i passaggi futuri della proprietà".

Pellissier?
"Giocherà capitano, in campo dal primo minuto. Lui dirigente del club? Sono solo parole. Bisogna vedere i fatti, se sono veri. Aspettiamo la proprietà".

Le sue sensazioni su cosa si aspetta per il futuro
"Io conosco il Chievo, conosco il presidente, in una retrocessione negativa che però ci può permettere di ripartire. A me personalmente, io mi sono messo a disposizione perché qui mi sono sempre trovato bene e sarà sempre una famiglia al di là del mio ruolo futuro. Quello che deve contare è che, chiunque rimanga qui, deve farlo con motivazioni e con l'obiettivo di tornare nel campionato che più compete al club. Se i pensieri sono gli stessi, bene, se non collimeranno, vedremo. Aspettiamo le decisioni della proprietà".

Il mercato di gennaio?
"C'è stata la necessità di vendere. Chi è arrivato aveva bisogno di tempo e noi non l'avevamo. Questa cosa all'inizio ha portato poco equilibrio. Abbiamo perso due partite a causa della confusione del mercato. Se tutti bisogna andar via, crei confusione e nessuna certezza. Ci sono stati dei giocatori che non erano mentalmente a posto a causa del mercato".

Quali giocatori serviranno in Serie B?
"Allenatori e giocatori devono avere voglia di rivalsa, umiltà e spirito Chievo. Quello che conta di più è dare l'obiettivo alla squadra del futuro".


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Martedì 25 Giugno 2019