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Raul, bandiera del Real Madrid con il finale tra Schalke e New York

di Simone Bernabei
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A Madrid è una vera e propria istituzione. Perché di grandi attaccanti, dal Santiago Bernabeu, ne son passati tanti ma quelli prolifici e amati come Raul Gonzalez Blanco si contano sulle dita di una mano. Mancino naturale, era una seconda punta con uno straordinario senso del gol e grandi capacità da leader che lo hanno portato ad indossare per anni la fascia da capitano sopra la camiseta blanca. E dire che gli inizi, da ragazzino, furono all'Atletico, club di cui era tifoso il padre. Poi, nel '92, il passaggio ai cugini del Real. La scalata verso la prima squadra fu rapida e nel '94 arrivò l'esordio con i grandi. Alla fine della sua esperienza con le merengues, nel 2010, le presenze di Raul saranno 550 e le reti 228. Numeri da fenomeno, senza dubbio alcuno. Il 28 luglio 2010, fra la commozione dei tifosi, Raul annuncia l'addio al Real Madrid per tentare la nuova avventura in Germania, con la maglia dello Schalke 04. A Gelsenkirchen Raul giocherà due buone stagioni, prima di passare al calcio più rilassato che si pratica all'Al-Sadd e quindi chiudere la carriera professionistica ai New York Cosmos. Anche in Nazionale Raul ha dato il suo contributo con oltre 100 partite giocate. Oggi è diventato allenatore ed il futuro è già scritto: prima tecnico della 'Juvenil B' e oggi del Castilla, verosimilmente non passerà troppo tempo per vederlo succedere a Carlo Ancelotti, in linea con quanto fatto da Zinedine Zidane. In carriera ha vinto moltissimo: 6 campionati spagnoli, 4 Supercoppe di Spagna, una Coppa di Germania, una Supercoppa di Germania, un Campionato qatariota, una Emir of Qatar Cup, una NASL Spring Season, un NASL Championship, 3 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali e una Supercoppa UEFA. Oggi Raul compie 45 anni.
Sono nati oggi anche Alessio Tendi, Serginho, Fabrizio Miccoli, Hugo Campagnaro e Gokhan Inler.
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