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Le pagelle della Juventus - Cuadrado show. Locatelli-Arthur: vale la pena separarli?

di Marco Conterio
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Perin 6 Fino al gol preso, che è una gemma potente e precisa di Conti, Perin gioca una partita da spettatore. Minuti dove si gode una prestazione dominante da parte dei suoi: sull'unica occasione del Doria non poteva far nulla, suo malgrado niente rete inviolata.

De Sciglio 6.5 Padrone della fascia, fedelissimo di Allegri e pure di Landucci. Un destro da fuori straordinario, tanta fase offensiva perché in quella di contenimento vede gli avversari avvicinarsi sulle punte e mai impensierirlo.

Danilo 6.5 Come l'acqua, si adatta a ogni dimensione tattica nella quale viene immerso. Ha la mentalità del grande campione e per questo da interno, da centrale, da terzino, da mediano, rende sempre. Torna dopo due mesi ed è preziosissimo. (dal 62' Chiellini 6 Torna in campo ed è un'altra bella notizia per la Juventus e pure per Mancini: sarà fondamentale in questo 2022 bianconero la sua presenza)

Rugani 7 Il gol è un premio alla costanza e alla sostanza. E' una garanzia, buono alla bisogna, anche se non riuscirà a scalare le gerarchie dei titolari. Ma ha la pazienza e l'intelligenza di farsi trovare pronto e giustificare con merito il lauto ingaggio.

Alex Sandro 6 L'unica occasione della Sampdoria, con gol, arriva dalla sua parte. Chiude la diagonale ma poi tarda a uscire su Conti. Una partita poco brillante e di poco genio da quella parte.

Cuadrado 7.5 Cristiano Ronaldo prendeva la rincorsa che sembrava Hollywood e beccava spesso la punizione. Lui ha fatto le cose normali, ha sparato forte e rasoterra e riportato dopo lunghi mesi un gol su piazzato per la Juventus. Hombre del partido in ogni senso. (dal 75' Aké 6.5 Entra in campo, punta Augello, schizza a doppia velocità e conquista un rigore. Bonsoir, Marley)

Locatelli 7 Un sombrero su Thorsby, nei due al fianco di Arthur sembra la soluzione tattica della Juventus che verrà, a patto che il brasiliano resti. Ha la personalità per regger sulle spalle il peso dell'Ital-Juventus del futuro.

Arthur 7 Personalità e assist al bacio. Nel vortice del mercato, con Arteta che lo chiama a gran voce all'Arsenal, Allegri gli dà ancora fiducia ed è un segnale anche in ottica presente. Gioca bene, regie e interdizione, padrone del reparto. (dal 75' Bentancur sv)

Rabiot 6 Le solite galoppate che fanno pensare al purosangue, poi nelle curve decisive perde sempre il passo. Trascinato più che il trascinatore che t'aspetti, da esterno sinistro che s'accentra ti aspetti i gol e invece c'è tanta interdizione e troppo Matuidi.

Kulusevski 6 L'infortunio di Chiesa ne ha bloccato l'addio ma la sensazione profonda resta: è un corpo estraneo nel tipo di calcio della Juventus. Quando strappa è imprendibile ma in una gara di dominio, non incide nello stretto. (dal 62' Dybala 7 Entra e lo stadio lo applaude. Segna, rapace, preciso, geniale, e lo stadio esplode in un boato. La Juventus conquista un rigore, lo lascia battere a Morata. Capitano.)

Morata 7 Un rigore preciso, forte, cattivo. Il VAR gli toglie la gioia dell'immediato raddoppio ma ha la rabbia del trascinatore. Con una Juventus dominatrice, più in area, più pericolosa, è tutto un altro Morata (dal 79' Kaio Jorge sv)

Marco Landucci 7 La Juventus domina da padrona. Funziona tutto: energie gestite, gioco, morale, Dybala che sorride, Morata che segna, i giovani che incidono e le riserve che convincono. Portafortuna bianconero.
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