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ESCLUSIVA TMW - Pesca, video virali e abbigliamento per 'bomber': la nuova vita di Vannucchi

di Gaetano Mocciaro
ESCLUSIVA TMW - Pesca, video virali e abbigliamento per \'bomber\': la nuova vita di Vannucchi
Fare della passione un lavoro è quanto di più gratificante la vita possa offrirti. Nel caso di Ighli Vannucchi questa fortuna è capitata più di una volta: la prima, da calciatore, dove ha collezionato oltre 200 presenze in Serie A con le maglie di Salernitana, Venezia ed Empoli. E poi nel mondo della pesca dove attraverso un sito internet e un canale Youtube che ha attirato circa 3 milioni di visualizzazioni. Ai microfoni di Tuttomercatoweb Ighli Vannucchi ci racconta la sua nuova vita: fatta di pesca sportiva, video esilaranti, una linea d'abbigliamento da lui stessa creata e un pallone che continua a rotolare, non più sotto i riflettori dei grandi stadi ma nei campi di provincia, per il gusto di cogliere ancora l'essenza di quello che, nonostante tutto, è ancora un gioco. Ighli Vannucchi, unico pescatore a cui posso dire "Buona pesca" "Abbiamo sfatato il mito. È nato per gioco con Gianfranco Monti, tifoso della Fiorentina e uomo tv e radio. Insieme è nata una bella alchimia, carichiamo filmati di pesca, ci divertiamo e siamo diventati talmente popolari che la Colmic (azienda leader nel mondo della pesca, ndr) ci ha blindato. Abbiamo grazie ai social un bel merchandising, molte persone hanno sposato la nostra filosofia pescando in allegria. Ci divertiamo a pescare, io filmo anche e trovate i nostri video su Youtube e sui canali Sky. Il sito (buonapesca.it) è nato nel 2013 e da allora è cresciuto tantissimo. Direi che è un hobby che si è trasformato in una mini-professione". Ti puoi considerare un innovatore nel mondo della pesca "Assolutamente, perché siamo i primi a dire come si fa, mostrando i luoghi della pessca. Perché storicamente il pescatore è misterioso, è geloso dei propri posti. Noi sfatiamo questo mito, decidendo al contrario di condividere passione ed energia. E le persone ne vengono travolte, basta vedere i commenti. Inoltre organizziamo i camp per bambini e abbiamo coinvolto anche gli adulti, infatti saremmo dovuti andare in Austria se il coronavirus non avesse cambiato i programmi. Posso dire che abbiamo avvicinato molte persone alla pesca, anche perché io e Gianfranco siamo come un telefilm, coinvolgenti e le persone aspettano sempre una puntata nuova: piaciamo a tutti, dai bambini al pubblico più adulto. Pure le donne ci seguono perché facciamo ridere". La pagina Youtube ha creato un grande seguito "Abbiamo superato oltre 400 video e i 3 milioni di visualizzazioni". Dove peschi, principalmente? "Noi siamo sui fiumi e qualche lago, ci piace l'acqua dolce. Il mare invece non mi piace. È molto complesso, legato a tanti fattori come la pressione atmosferica, il tempo e avendo un solo giorno libero a settimana da dedicare non è facile". Come è nata la tua passione per la pesca? "Da piccolissimo, insieme al calcio. A 5-6 anni amavo già pescare, ero già molto preso dalla cosa, lo facevo persino nella bolla di vetro". Che tipo di pesca è la tua? "La mia è una pesca sportiva, i pesci noi li baciamo ma dopo che li abbiamo pescati li ributtiamo in acqua. È un'attività che ci permette di avvicinarci alla natura, una sfida fra uomo e pesce". Non solo pesca nel presente di Ighli Vannucchi: hai anche lanciato un brand di abbigliamento (ilbomber.it). Partiamo dal nome "Tutto è partito dal fenomeno dei social esploso attorno al 2011-12. Facevo dei video simpatici che proprio attraverso i social erano diventati virali, la gente iniziava a commentare: 'bomber' che era un termine che andava molto di moda, direi che il 'bomberismo' era diventato un vero e proprio fenomeno. Da lì mi è venuta l'idea di fare una linea d'abbigliamento che si identificava in persone che sono 'bomber' fuori dal campo, che può essere diciamo l'uomo della porta accanto. Considero il mio il primo sito online a gestione familiare: nessun vip mi sponsorizza, il sito è gestito da me stesso. A differenza degli altri siti di abbigliamento online le persone mi contattano anche via WhatsApp e c'è pure una trattativa, dialoghi, un rapporto umano. Diciamo un compromesso tra il negozio reale e quello virtuale. E un rapporto qualità-prezzo altissimo". In tutto questo, il calcio, che posto ricopre? "Intanto non l'ho mollato. Gioco in Terza Categoria a Lucca con i presupposti per fare le cose per bene, divertendoci. La squadra si chiama Spianate Calcio e prima dell'arrivo del COVID eravamo primi in classifica. Ci hanno assegnato il titolo a tavolino ma abbiamo rifiutato la promozione perché, oltre al fatto che molti lavorano in settimana e la domenica sono con le famiglie, non abbiamo vinto sul campo". Il calcio professionistico cosa ti ha lasciato, invece? "Sono stato amato dal calcio a prescindere da dove ho giocato e conservo un bel ricordo". Non ti vedi come allenatore o dirigente? "Sono un uomo da rettangolo verde, non mi vedo altrove. Fare l'allenatore? Guardando Gattuso che da quando è tecnico sembra mio nonno direi di no. Oggi l'allenatore si mette in gioco tantissimo, è stressatissimo, ti porti il problema a casa nel quotidiano, non stacchi mai. Io voglio godermi la famiglia e il bello del calcio inteso come sport, quindi fare la mia partita e poi bermi una birra. Magari condividere la stessa passione con chi è di fede opposta, perché vedi le cose da altre angolature e questo ti aiuta a crescere. Purtroppo, invece, non si può fare e oltretutto vedo che la piega che si sta prendendo, non solo nel calcio ma nella società, è quello dove tutto diventa virtuale".
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