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CON IL CUORE FINO ALLA VITTORIA - Buoni propositi per il nuovo anno

di Lidia Vivaldi

Come ogni calciofilo sa, l'ultima giornata di campionato per noi è un po' come il 31 dicembre: quando l'arbitro fischia tre volte alla fine dell'ultima partita stagionale, il nostro anno, concepito in termini di gironi e giornate, giunge a conclusione. Prima che arrivi il primo gennaio, però, trascorre un periodo intermedio, a volte più corto se c'è di mezzo la partecipazione a qualche preliminare, a volte più lungo. Un periodo in cui fare bilanci, propositi per il futuro, un periodo in cui scegliere cosa "buttare" e cosa portare con sé nell'anno nuovo.

Le ultime tre gare stagionali hanno evidenziato piuttosto bene di cosa disfarsi e cosa salvare di questa annata così peculiare e, speriamo, unica nel suo genere. Le ultime tre gare stagionali ci hanno anche messo di fronte a tre avversari di caratura e di motivazioni molto diverse tra loro. Il bilancio difensivo della Sampdoria nelle suddette gare, però, è piuttosto pesante, due rigori causati, sette reti subite, che vanno ad appesantire il totale stagionale arrivato a 65 gol incassati (1,7 a partita).

La prima cosa da lasciarci alle spalle è proprio la brutta abitudine di prendere imbarcate, come successo contro il Milan. Sono otto le gare di questo campionato in cui la Sampdoria ha incassato tre o più gol, e di queste ben sei si sono chiuse con un passivo di almeno quattro reti subite. Numeri impietosi per una squadra le cui ambizioni non possono, non devono, limitarsi alla salvezza. Contro i rossoneri l'intera difesa, composta da Bereszynski, Yoshida, Colley e Augello, ha evidenziato difficoltà nel reggere i ritmi di un Milan indiavolato di nome e di fatto. Ibrahimovic e soci hanno sfruttato soprattutto la poca lucidità della nostra fascia destra per portare i loro assalti all'area, e hanno messo alle corde con i loro contropiedi un reparto che è apparso piuttosto stanco fisicamente. A fine stagione ciò è comprensibile, ma alla partenza del nuovo campionato dovremo vedere in campo molta più brillantezza.

Da salvare, invece, l'esordio in Serie A di Wladimiro Falcone, portiere cresciuto nel vivaio doriano, protagonista di un vero e proprio giro d'Italia per farsi le ossa nei diversi gironi della Lega Pro, da Como a Savona, passando per Gavorrano e per la recente esperienza a Lucca dove è stato uno degli artefici della rocambolesca e insperata salvezza arrivata soltanto ai play-out, e tramite la lotteria dei rigori. Se, comprensibilmente, il portiere romano ha pagato in qualche misura l'impatto con attaccanti del calibro di "Benjamin Zlatan", ha saputo comunque dare prova delle sue doti in particolare col doppio intervento che ha negato il gol prima a Theo Hernandez e poi a Calabria.

In tema di portieri, è sicuramente da dimenticare la serie di errori che hanno macchiato il finale di stagione di Emil Audero, in particolare nella partita dello Juventus Stadium. Nel contesto di una serata in cui la difesa doriana non ha fornito, onestamente, una prestazione memorabile, il numero uno blucerchiato ha reso vane le belle parate su Bernardeschi e Ronaldo, lasciandosi sfuggire dalle mani un pallone piuttosto facile su tiro a giro dello stesso CR7, e una conclusione di testa di Rabiot che per poco non si trasforma nel 3-0 di Bonucci, salvato sulla linea da un intervento ai limiti dell'incredibile da parte di Yoshida.

E' proprio il difensore giapponese una delle poche note positive nella serata torinese, oltre al sempre più convincente Tommaso Augello, capace di tenere testa a Rabiot e ad un certo Cuadrado, uno che ha fatto della velocità il proprio marchio di fabbrica. Il terzino sinistro ex Spezia ha consolidato in questo finale di campionato il suo ruolo di titolare, sorpassando nelle gerarchie Nicola Murru. Anche a Brescia Augello si è dimostrato uno degli elementi più positivi in campo, spiccando nel reparto arretrato in cui era affiancato da Colley, Yoshida e Depaoli.

Cosa portare nel "nuovo anno" della gara con il Brescia? L'ennesimo gol sfiorato da Omar Colley, stavolta con una zampata in anticipo su tutti gli avversari in occasione di un calcio d'angolo, sventata da una respinta d'istinto di Andrenacci. Sono ormai numerosissime le occasioni in cui il centrale gambiano ha cercato di andare a segno in campionato, che fosse in contropiede, o nei calci piazzati svettando in cerca del colpo di testa, oppure con un gesto atletico ben calibrato come al Rigamonti. Finora, per varie ragioni, la sua ricerca del gol è stata infruttuosa, l'importante però è non arrendersi e continuare a mettere in campo la stessa identica grinta.

Infine, ciò che è da cancellare della gara di Brescia è il forfait di Lorenzo Tonelli, fermato da un infortunio dopo appena 15 minuti di gioco. Vorrei cancellare anche -concedetemi la doppia negazione- l'assenza di Alex Ferrari, giocatore che avevamo sperato di poter riavere in campo almeno nel finale di stagione una volta ristabilito dalla lesione al legamento. Purtroppo dovremo aspettare ancora per rivedere l'elemento della difesa doriana che più di tutti aveva fatto presagire margini di miglioramento importanti nel corso del girone d'andata. Speriamo che, allo scoccare del "nostro" primo gennaio, mister Ranieri possa contare sul definitivo rientro di entrambi.


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