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A volte ritornano: il Faraone e la Cina, come è andata l'avventura di El Shaarawy a Shanghai

di Marco Conterio
A volte ritornano: il Faraone e la Cina, come è andata l\'avventura di El Shaarawy a Shanghai
Stephan El Shaarawy e la Roma ci (ri)siamo. La stretta col Faraone è arrivata e nella giornata di ieri sono stati fatti passi avanti importanti per far tornare il giocatore dalla Cina nella Capitale. Il giocatore ha lasciato un ottimo ricordo a Roma e ha ricevuto anche il gradimento di Paulo Fonseca, non scontato se si considera che l’alternativa è rappresentata da Bernard, conosciuto al tecnico portoghese per i comuni anni a Donetsk. E punta a finire un’avventura che non è stata tutta rose e fiori, anzi.

Come è andata in Cina, milioni e delusioni. Reduce da una stagione in doppia cifra con la Roma, nel luglio 2019 El Sha ha accettato la corte dello Shanghai Shenhua. Cifre da capogiro, come tanti colleghi del grande calcio, impatto con la realtà cinese deludente. I numeri: l’esordio è datata 2 agosto 2019, 2-2 contro il WH All. Il primo gol arriva nella partita successiva: un altro 2-2, contro il TJ Tianhai. Rete e assist per l’italiano, l’avventura sembra in discesa. Resterà, l’unico gol siglato dall’ex Milan in Super League (ne segna altri tre in Chinese Fa Cup, tra cui quello che regala alla squadra il trofeo). Finora, nel massimo campionato cinese, El Shaarawy ha giocato 16 partite, con un solo gol e tre assist. Di mezzo, la pandemia e le notevoli difficoltà nell’unire il fatto di giocare in Cina con le esigenze dell’Italia.
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