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Tutto quello che poteva andare storto è andato storto ma si può tornare in alto subito

di Alessandro Carducci
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci

Dopo le contestazioni della scorsa settimana, si respira una strana atmosfera a Roma. Come se una nebbia avesse avvolto Trigoria e ovattato qualsiasi suono, sensazione, emozione. La sponda romanista si prepara in silenzio (al massimo sono gli striscioni a parlare) a salutare il proprio capitano, in campo con la maglia della Roma per l’ultima volta domenica sera contro il Parma. Il popolo giallorosso, in questi giorni, si sta rassegnando all’ipotesi Europa League, che diventerà realtà a meno di scossoni clamorosi. Come si è abituato al caos che, ormai, dura da settimane. Petrachi dovrebbe arrivare, Gasperini dovrebbe arrivare, quel giocatore dovrebbe rimanere, quell’altro dovrebbe partire. È tutto molto aleatorio al momento e il tifoso ormai ne ha viste e sentite tante, troppe, e si guarda avanti con lo stesso fatalismo di una città che, da centinaia di anni, è abituata a sopportare tutto e a vedere di tutto. La città ha visto nella sua storia il susseguirsi di Papi e si è vista minacciata da potenze straniere, senza mai perdere quell’innaturale fiducia nel fatto che Roma ce la farà sempre. Azzardando un improbabile paragone, allo stesso modo i tifosi sanno che, Champions o non Champions, De Rossi o non De Rossi, Pallotta o non Pallotta, arabi o non arabi, stadio o non stadio, la Roma rimarrà sempre Aeterna. Ci sarà, andrà avanti, andrà avanti con un fatturato che certifica come la società appartenga ai ranghi alti del campionato. Quest’annata è stata troppo brutta per essere vera: tutto quello che poteva andare storto è andato storto e i giallorossi si sono complicati la vita più del dovuto. Ripartendo con una buona programmazione e con le idee ben chiare, i capitolini potranno tranquillamente tornare nelle parti nobili della classifica. Già dal prossimo anno.


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Lunedì 16 Settembre 2019