ESCLUSIVA TMW - Cosenza, Scalise: "Dopo aver giocato, ora insegno calcio"

di Luca Esposito
Scalise (Salernitana)
Scalise (Salernitana)
Da poche settimane la carriera di Manuel Scalise è completamente cambiata. Da calciatore ad allenatore, dopo aver raccolto tantissime presenze tra Lega Pro e Serie B. Le ultime con la maglia del Cosenza, società di cui è ora tecnico della formazione Allievi. Ai microfoni di TuttoMercatoWeb l’ex terzino tra le altre di Mantova e Salernitana, Ascoli e Nocerina ha parlato della sua scelta di appendere gli scarpini al chiodo: “E’ cambiato l’allenatore (Giorgio Roselli ndr), è andato via il direttore sportivo (Massimo Cerri ndr) e con l’assurda regola della lista over rischiavo di non giocare. L’attuale diesse del Cosenza Valoti ha creduto nella mia persona proponendomi di intraprendere questo cammino con il settore giovanile. Ho avuto la fortuna di avere tanti grandi allenatori. E’ anche giusto iniziare questo percorso allenando i ragazzi”. Qual è l’allenatore che ti ha trasmesso di più? “Devo ringraziare tutti. Sarri, Juric, Braglia, Silva, Auteri, Gregucci, Somma, Allegri, Gautieri. Tutti mi hanno dato qualcosa”. C’è qualche piazza alla quale ti senti più legato? “Le piazze sono state tante. Mantova, Salerno, Nocera, Ascoli, Cosenza, dappertutto penso di aver lasciato qualcosa. Per me è stato motivo d’orgoglio vestire maglie importanti”. Perché terminò la tua avventura con la Salernitana? “Fabiani aveva fatto di tutto per rinnovarmi il contratto ma la mia volontà era quella di andare al Nord. Feci scelte diverse”. In Serie B sta facendo bene il Benevento. “La Serie B sta andando avanti così. Ci sono squadre che arrivano dalla Lega Pro, cambiano poco e fanno subito bene affidandosi ad allenatori bravi e capaci. A Salerno pensavo che Sannino potesse far meglio. Conosco Bollini e sono sicuro che la Salernitana può continuare a condurre un campionato da centro classifica con un occhio ai play-off. Ad Ascoli c’è una società solida, un direttore sportivo molto bravo come Giaretta. Anche il settore giovanile sta crescendo. E’ sicuramente una delle piazze più ambite”. Come giudichi il campionato del Mantova? “Spero che il Mantova possa salvarsi. Lì ho tanti amici a cui faccio gli auguri. Parliamo di una piazza che meriterebbe anche la Serie B per il calore del pubblico”. E il Cosenza? “Il legame con i miei ex compagni è forte, ma ora devo interrompere il rapporto per via del mio nuovo incarico. Credo che debbano piazzarsi nei play-off per poi giocarsela dato che può succedere di tutto”. Cosa ti aspetti dai tre gironi di Lega Pro? “Le sorprese non mancano mai. L’Alessandria ha giocatori di grande personalità che magari potranno subito rimettersi in gioco dopo il ko di Cremona. Nel girone B il Pordenone ha un ottimo progetto, può dire la sua fino all'ultima. Il girone C è equilibrato, ogni domenica può succedere di tutto”. Quando ti sposerai? E qual è il tuo sogno nel cassetto? “Mi sposerò a fine giugno. Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire ad allenare il più a lungo possibile arrivando in alto. Credo sia un sogno normale per gli allenatori”. Come mai hai preso questa decisione? “Il mio era un passaggio dovuto. Ho sgobbato per arrivare a determinati livelli e quindi avevo dato tutto. Domenica abbiamo vinto una gara in rimonta e sono stato abbracciato dai ragazzi, non potevo cominciare meglio”. C’è qualcuno che ti senti di dover ringraziare particolarmente? “Ringrazio tutto il gruppo di lavoro degli ultimi mesi. In questi anni ho giocato con tanti amici, penso a Bolzan, Pederzoli, Raggio Garibaldi, Festa, Zanetti, Giovannini e Paro che sarà mio testimone di nozze. Ringrazio anche il presidente Guarascio , Patania e Valoti che hanno creduto in me dandomi la possibilità di allenare, così come Cerri e Roselli che mi hanno fatto giocare a Cosenza”.
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